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Morte piccolo Gabriel, ricorso Procura generale: condanna a 11 anni non adeguata

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Genova. Secondo la Procura generale di Genova la condanna a 11 anni di reclusione per Elizabete Petersone, lettone di 21 anni, e per il suo ex convivente, il commerciante imperiese Paolo Arrigo, 25 anni, ritenuti responsabili in concorso di maltrattamenti continuati e aggravati seguiti dalla morte del piccolo Gabriel, non è adeguata.

Secondo l’accusa il piccolo, il figlio di 19 mesi della donna, fu ucciso nel maggio 2009 a Imperia dalla donna e dal compagno, con un calcio che gli aveva spappolato il fegato e per cui morì poco prima di entrare in ospedale. Inoltre era risultato che, oltre alle botte, il bimbo fosse stato legato al letto per il collo, sul quale è stata trovata una ferita piuttosto profonda. Nella prima fase delle indagini, i due ex conviventi erano stati accusati di concorso in omicidio preterintenzionale, addebito poi derubricato in concorso in maltrattamenti continuati e aggravati seguiti dalla morte. Il pm Maria Antonia Di Lazzaro aveva chiesto 16 anni di reclusione ciascuno, ma il gup Fabio Favalli di Imperia aveva escluso l’aggravante dei futili motivi che invece, secondo la procura generale, sussistono e per cui, la pena inflitta risulta non adeguata. La procura generale inoltre sostiene che i due avrebbero agito insieme e non potevano avere moventi diversi.