Mondello (Udc): "I problemi irrisolti alla foce del fiume Entella" - Genova 24

Lettera al direttore

Mondello (Udc): “I problemi irrisolti alla foce del fiume Entella”

Rivolgiamo alla Regione, che ha delegato la Provincia, il compito di istituire un tavolo di lavoro, che rapidamente, porti a rivedere il progetto, d’intesa con gli altri enti locali.
Oggi ci troviamo ad affrontare una questione che non avremmo voluto affrontare. La sentiamo aleggiare da tempo, se ne parlava in vari ambienti, ma oggi è arrivato il momento della verità. Ci possono essere vari modi per affrontare l’argomento, sicuramente quello polemico è il più d’impatto, ma anche quello che non porta a costruire nulla. Dopo un po’ di ragionamento ho ritenuto che l’atteggiamento migliore fosse quello di esporre la situazione, di farne un sintetico “excursus storico”, di valutare quali grandi vantaggi possa apportare un’opera ciclopica, che potrebbe, se realizzata, divenire l’emblema di una cementificazione che le sponde del nostro fiume non hanno mai consentito.
Ritengo che realizzare un’opera di queste proporzioni, contro la volontà degli abitanti della zona, da sempre “custodi del fiume”, sia una mancanza di democrazia, spesso sostenuta a parole, ma quasi mai attuata nei fatti. L’atto che oggi è in discussione, affonda le radici in tempi lontani, agli inizi degli anni 2000.
Allora l’assessore provinciale era l’ing. Tizzoni, con quale ebbi, unitamente a membri dell’Amministrazione che presiedevo, alcuni incontri d’urgenza, in quanto avevo percepito il pericolo grave che cominciava ad incombere sui lavagnesi. L’Amministrazione da me presieduta, in data 15/04/2004 (pochissimo tempo prima delle elezioni), assunse una Delibera sul Protocollo d’intesa “Città dell’Entella”, di non adesione al Protocollo stesso, rilevando che nel procedimento, non risultava coinvolto l’Ente Regionale quale capofila nel procedimento. Nel 2004, si insediò l’Amministrazione presieduta dal sindaco Vaccarezza, che approvò l’intesa ed il progetto preliminare che si concluse nel gennaio 2005 con conferenza di servizi (il Comune di Lavagna presente alla conferenza fornì parere favorevole su linea generale al tipo di intervento proposto).
Poi per cinque anni si è andati avanti, finché si è arrivati a questo punto, ho avuto l’impressione che, al di là delle formali Assemblee convocate dall’Amministrazione comunale, il problema non fosse conosciuto e percepito in città, se non a cominciare da adesso, nelle sue reali proporzioni, e soprattutto nelle sue ricadute sulla Città.
Devo riconoscere che il “Comitato della Piana dell’Entella”, con il suo impegno e la sua vivacità, ha portato fortemente alla ribalta questo problema, attirandosi anche delle critiche, come fossero “speculatori”, che a dire il vero, suonano ridicole.
Come si possono definire speculatori persone, intere famiglie di puro stampo ligure, che hanno conservato per decenni quei luoghi, curandoli con amore e contribuendo a costituire anch’essi, quell’ ”Oasi fluviale dell’Entella”, così apprezzata da tutti in un contesto fortemente urbanizzato.
Durante i lunghi anni della mia Amministrazione mai abbiamo fatto previsioni urbanistiche per quella piana, consapevoli che nella “Città dell’Entella”, essa avrebbe costituito un tesoro di riserva per programmi veramente qualificanti, e devo dire che gli abitanti, o meglio i proprietari dei terreni, mai se ne lamentarono, consapevoli di avere tra le mani un “tesoro” tramandabile a figli e nipoti.
Ora noi tutti dovremmo vederlo scempiato da un mostro di cemento che non ha pari nel circondario ?
L’erezione di questo muro ha solo come risultato pratico la diminuzione del rischio di esondazione, ed in questo manleva da responsabilità gli enti locali. Ma, dico, sono passati anni per cui ritengo si possa “fare una breve pausa” e ripensare il problema, perché l’innalzamento di questa muraglia non libera da vincoli urbanistici la piana (compensando in qualche modo i cosiddetti “speculatori” del Comitato), ma neppure tutto il centro città, sottoposto ad una paralisi urbanistica destinata a perpetuarsi. Desidero esprimere il mio apprezzamento per chi ha predisposto la corposa delibera, che, sia nel dispositivo che nelle premesse, avanza tante perplessità ed esprime tante raccomandazioni che alla fine riesce difficile capire su che cosa in realtà si possa esprimere parere favorevole.

Gabriella Mondello, parlamentare e consigliere comunale Lavagna