Lavagna, Della Bianca (Pdl) su piana Entella: “La Provincia valuti soluzioni meno impattanti” - Genova 24
Cronaca

Lavagna, Della Bianca (Pdl) su piana Entella: “La Provincia valuti soluzioni meno impattanti”

fiume entella lavagna

Lavagna. Raffaella Della Bianca, consigliere regionale Pdl è intervenuta in merito alla proposta di messa in sicurezza della sponda sinistra del fiume Entella. “La cosiddetta Diga-Perfigli sarebbe un vero e proprio scandaloso scempio, un pugno in un occhio in una zona miracolosamente sopravvissuta ad oggi alla moderna cementificazione. Ma non è ancora tutto perduto, almeno così mi auguro! – spiega – Ho sollecitato, infatti, con una interrogazione urgente, l’intervento della Giunta Regionale, affinché sulla questione, in qualità di Ente erogatore dei fondi, si faccia promotrice di un tavolo di confronto tra i soggetti interessati”.

“Un tavolo concertativo con Provincia, Comune di Lavagna e Comitato Piana dell’Entella, prima che si dia avvio alle procedure di realizzo di questa scellerata opera, in modo da valutare soluzioni meno impattanti dal punto di vista ambientale. Pare oltremodo assurdo che per la messa in sicurezza dell’argine sinistro del fiume si debba costruire un muro di 600 metri, largo 24 ed alto 4. Ma dove stanno qui gli ambientalisti, quegli stessi che in Regione, in nome di una falsa tutela paesaggistica, vogliono affondare definitivamente l’edilizia ligure eliminando ogni possibilità di sviluppo dal Piano Casa? Si occupassero dei veri abusi, della vera cementificazione. Ma lo sanno che la zona è conosciuta come ‘Oasi fluviale dell’Entella’? Sorprendentemente spariti! Non si sono visti, né sentiti.  Dove sta la loro coerenza? Capisco poi che il Comune di Lavagna non voglia perdere i 9 milioni di finanziamento, e sicuramente la messa in sicurezza del fiume è un’opera necessaria, ma il progetto ‘Diga’, in quanto parziale, sarebbe un orribile ‘tapullo’ peraltro non in grado di ridurrebbe totalmente il rischio di esondabilità – conclude la consigliera –  Più opportuno sarebbe invece prevedere una pianificazione di bacino, fino ad ora mai realizzata. Infine credo che le comprensibili proteste dei proprietari dei terreni ed un generale dissenso da parte della popolazione lavagnese, meritino la dovuta attenzione, oltre a, quanto meno, un diretto coinvolgimento sulla questione, affinché possa essere individuata una soluzione la più idonea e condivisa possibile”.