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Genova, Silp su appalti questura: “Piritore ha ereditato procedure ben radicate”

Genova. La denuncia apparsa su un quotidiano genovese su presunte irregolarità in merito alle modalità degli appalti che interessano anche la questura, offre un’occasione per far chiarezza e per tutelare l’immagine della polizia di stato. A dirlo è Roberto Traverso, segretario generale Silp di Genova, che ha continuato: ” Occorre riconoscere però che il questore Piritore quando è arrivato a Genova avrebbe dovuto rappresentare una risposta concreta alla carente organizzazione della questura ma, in realtà, è stato facile dedurre che, al momento, non ha potuto contare su un mandato forte e pieno”.

“Pertanto se solo adesso emergono situazioni non chiare, riteniamo corretto ricordare che non a caso il Silp Cgil (in piena solitudine sindacale) più di 2 anni fa, chiese la rimozione del suo predecessore Presenti, dopo il suo diniego all’accesso agli atti del fascicolo relativo alla ristrutturazione del Poligono di Sturla per verificare come mai, malgrado i 51 mila euro stanziati, i lavori non terminavano (ricordiamo che contro il diniego il Silp ricorse, senza successo al TAR ed al Consiglio di Stato) – spiega Traverso –  Inoltre, auspicando che si faccia al più presto chiarezza sulle  procedure in argomento, al momento riteniamo doveroso ricordare che  anche sul versante interno, dopo anni di denunce del Silp, sulle  evidenti carenze gestionali  evidenziate dalla gestione Presenti, l’unico che sembrerebbe aver pagato  è stato il suo ex vice Questore Vicario dr Cavalera, trasferito in altra sede.
Come dimenticare,  oltre alla vicenda del poligono, l’ispezione dei  locali dell’ufficio immigrazione, il blocco delle volanti e degli  arieti per la mancanza di auto e moto, il clamoroso arresto di  poliziotti narcotrafficanti all’interno della squadra mobile oppure la vergogna dei poliziotti assuntori di droga in servizio in Questura? Il nuovo questore Piritore doveva essere la risposta alla richiesta di  rinnovamento che partiva dalla base e dai dirigenti, purtroppo, al momento lo vediamo ancora alle prese con una eredità ancora ben radicata”.