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Genova, rappresentanti di Provincia e Comuni in visita ai depuratori di Pegli e Quinto

Genova. Con un processo biologico e un cuore a tecnologia avanzata trasforma i liquami raccolti dalle reti fognarie in acqua limpidissima e solo allora la immette in mare. È il depuratore genovese di Quinto, visitato questa mattina, come quello di Pegli, dall’assessore provinciale Paolo Perfigli, l’assessore comunale di Genova Carlo Senesi e gli amministratori dei Comuni dell’Ato più direttamente impegnati nella realizzazione di nuovi impianti sul territorio, sulla costa da Arenzano a Recco, da Santa Margherita a Rapallo, da Chiavari, a Lavagna e Sestri Levante, e nelle vallate a Torriglia e Moconesi.

Quello di Quinto, gestito da Mediterranea delle Acque (del gruppo Iren) e presentato oggi dall’ingegner Giovanni Gnocchi, direttore della gestione del servizio della stessa società è un depuratore di ultima generazione, rinnovato nelle strutture e nelle tecnologie lo scorso anno che, dopo il pretrattamento con grigliature dei liquami fognari e la loro separazione da sabbie e sostanze oleose, degrada le sostanze organiche trasformandole in fanghi con l’azione biologica di specifiche colonie di microorganismi e poi li separa dall’acqua. Quest’ultima viene trattata con una sofisticata e innovativa tecnologia, la micro e ultra filtrazione attraverso membrane – sottilissimi tubicini cavi con miliardi di micropori – che trattengono anche le più piccole particelle in sospensione, restituendo un’acqua completamente depurata e che rispetta tutti i parametri e normative ambentali.

“La depurazione è una priorità assoluta per gli investimenti e le opere che devono essere realizzate dall’Ato – dice
Paolo Perfigli – perché corrisponde a obiettivi di qualità ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio. Su questi temi abbiamo ritenuto di coinvolgere le amministrazioni comunali impegnate più da vicino nelle nuove opere di questo tipo, per cercare di realizzare questi impianti, scelte indispensabili e dettate anche da tempi molto rapidi per rispettare le normative europee, nazionali e regionali, con il massimo coordinamento e il minor impatto possibile sul territorio. E ritengo che i sopralluoghi di oggi siano stati un’occasione molto positiva di confronto e di conoscenza sulle migliori e più avanzate tecnologie in materia”.

Nel piano di interventi strategici dell’Ato, coordinato dalla Provincia, sono previsti – con finanziamenti a tranche separate nel triennio 2010-2012 e in quello successivo sino al 2015, 453 milioni di opere fognarie e depuratori. Ne sono esempi il depuratore in costruzione a Santa Margherita Ligure e i futuri impianti a Recco (30 milioni di euro) e Rapallo (32,5) ed “è in atto con i Comuni interessati – dice l’assessore provinciale – il lavoro per definire la miglior soluzione per l’impianto di depurazione del Tigullio Orientale, dalla valle dell’Entella alla Val Petronio”. Il nuovo depuratore di Recco “è in avanzatissima fase progettuale” dice il vicesindaco Carlo Gandolfo” giovedì prossimo sarà presentato alla conferenza dei servizi. Finora avevamo solo un impianto con le prime fasi di depurazione e quello che sarà realizzato avrà caratteristiche analoghe al depuratore di Quinto, ricostruendolo nello stesso sito attuale in galleria, con strutture e tecnologie modernissime e sarà al servizio oltre che di Recco, Uscio e Avegno, anche di Sori, Camogli e parte di Pieve Ligure)”.

Per il depuratore di Rapallo “Provincia, Iren, Comune e Regione stanno vagliando tecnicamente – dice il consigliere delegato all’Ambiente Gerolamo Giudice” tutte le possibili indicazioni e controindicazioni, vantaggi e problemi delle ipotesi avanzate per il sito: quella individuata da Iren in via Betti, dove si trova l’attuale impianto di trattamento primario, una zona molto centrale che crea qualche problema e ne risolve altri, e quella adiacente al campo da golf dell’area ex Viacava, di proprietà regionale, con qualche vantaggio in più e qualche altro problema perché ogni sito ha i propri.
Il 16 febbraio ci rivedremo per fare il punto. I finanziamenti sono garantiti, da fondi Fas e dalle tariffe e non ci resta che attendere di poter definire il sito più idoneo per quest’opera che va realizzata entro il 2015″.