Genova, Cgil e Arci domani in piazza: "Fermiamo il massacro in Libia" - Genova 24
Cronaca

Genova, Cgil e Arci domani in piazza: “Fermiamo il massacro in Libia”

walter massa arci

Genova. In concomitanza con la manifestazione di domani organizzata davanti a Montecitorio da Cgil e Arci per fermare il massacro in Libia, la Camera del Lavoro di Genova e l’Arci saranno presenti a partire dalle ore 18 in piazza De Ferrari a Genova, aderendo all’appello: “Fermiamo il massacro in Libia: pane, lavoro, democrazia, accoglienza. Il mediterraneo dei gelsomini”.

“C’è una Italia che si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo – si legge nel testo dell’appello – Siamo tutti coinvolti da ciò che accade aldilà del mare. Le speranze e i timori, i successi e le tragedie delle sollevazioni arabe disegnano anche il nostro futuro. Viviamo conficcati in mezzo al Mediterraneo ed è da qui che è sempre venuta gran parte della nostra storia. Non possiamo restare in silenzio, mentre il Governo italiano tace, preoccupato solo di impedire l’arrivo di migranti sulle nostre coste, e ancora difende il colonnello Gheddafi. Uniamo le nostre voci per chiedere la fine della repressione in Libia e in tutti gli altri paesi coinvolti dalla rivolta dei gelsomini, dallo Yemen al Bahrein fino alla lontana Cina”.

“Per sostenere i processi democratici in Tunisia e in Egitto e lo smantellamento dei vecchi regimi. Per rafforzare le società civili democratiche che escono da anni di clandestinità e di esilio. Per politiche di vero dialogo tra culture e per promuovere i “diritti culturali” delle popolazioni coinvolte. Per la revisione degli accordi ineguali e ingiusti imposti dalle nostre economie ai vecchi regimi. Per la fine delle occupazioni e delle guerre in tutta la regione. Per chiudere la stagione dei respingimenti e di esternalizzazione delle frontiere, la stagione della guerra ai migranti. Chiediamo che ai migranti della sponda sud sia, in questo frangente eccezionale, concesso immediatamente lo status di protezione temporanea. Non possiamo tollerare che la reazione italiana ed europea alle rivoluzioni democratiche del mondo arabo sia la costruzione di un muro di navi militari in mezzo al mare. Ai morti nelle piazze stanno aggiungendo in questi giorni ancora tanti, troppi, morti in mare. È arrivato il momento di dire basta”