Gemelle scomparse, spunta una testimone: “Erano sul traghetto per la Corsica” - Genova 24
Cronaca

Gemelle scomparse, spunta una testimone: “Erano sul traghetto per la Corsica”

gemelle scomparse

Genova. Le notizie uscite nelle ultime ore su una delle vicende che più di tutte ha tenuto col fiato sospeso l’Italia in questi giorni giorni, contrariamente a quanto si sperava, sembrano non lasciare scampo ad una crudele verità che nessuno avrebbe osato pensare. Le due gemelline svizzere, Alessia e Livia, partite il 28 gennaio insieme al padre Matthias dal cantone di Vaud, dove abitavano insieme alla madre Irina, poi sparite nel nulla, sarebbero state uccise proprio dal padre.

“Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto. Non le rivedrai più”. Questo messaggio, contenuto nelle lettere spedite da Schepp alla ex moglie in Svizzera, rivela il terribile destino delle due piccole, per le quali sembravano esserci ancora delle speranze. Ma quelle ultime, terribili parole delle lettere e le ricerche sui veleni effettuate dall’uomo su Internet, non lasciano presagire una storia a lieto fine.

Nonostante tutto le ricerche proseguono nel nord della Corsica: era qui che Matthias trascorreva le sue vacanze, e non è da escludere che abbia ucciso e seppellito le sue due figlie in questi posti, nei pressi di un luogo a loro familiare. I controlli effettuati dalla squadra mobile di Genova a bordo della nave Mega Express 2, attraccata proprio ad una banchina dello scalo ligure per delle riparazioni – sembrano confermare che, il 1° febbraio, Schepp si sia imbarcato da solo a Bastia alla volta di Tolone. Quando poi è arrivato in Italia, il giorno dopo, le bambine non erano con lui.

La documentazione sequestrata sulla nave di proprietà della Corsica Sardinia Ferries indica la sola presenza dell’uomo. Anche il personale di bordo ha rilasciato alcune testimonianze che sembrano confermarlo: “Era da solo. Non abbiamo visto le due bambine”, hanno detto agli investigatori. Anche i rilievi effettuati a bordo della Mega Express 2 dalla polizia scientifica sembrano non lasciare dubbi: Alessia e Livia non hanno mai fatto ritorno dalla Corsica a bordo di quella nave.

A rafforzare l’ipotesi che le due bambine non abbiano mai lasciato l’isola francese dal momento dell’arrivo insieme al padre una signora, Madame Olga Orneck, ascoltata oggi come testimone dalla polizia giudiziaria di Ajaccio. La donna ha detto di essere assolutamente certa che si trattasse di Alessia e Livia. “Con loro c’era l’uomo che si è poi suicidato e una donna bionda, camminavano di fronte a me sul marciapiede”, ha detto agli inquirenti.

“Alle 9.30 del mattino ho visto queste persone e mi sono resa conto che erano stranieri; ho visto le due bambine bellissime, bionde, camminare con un croissant in mano. Dietro a loro c’era un uomo che ho poi riconosciuto come il padre e una donna bionda. Probabilmente erano appena usciti dalla boulangerie. E avevano un sacchetto in mano con i croissant. Avevano delle giacche a vento, una rosa e l’altra color melanzana. La bimba con gli occhiali aveva un capellino rosa, era deliziosa. Ho pensato che era molto bella”.

Orneck dice di essere “convintissima che fossero loro. Il mio paese è così piccolo che un estraneo lo noti subito, soprattutto quando ci sono dei bambini. Ricordo bene il padre, aveva gli occhiali e un maglione rosso e le bambine erano esattamente come ho descritto. E ho detto tutto alla polizia, perché mi sembrava giusto”. Nessun altro però in paese sembra aver visto l’uomo: il titolare della panetteria non ricorda e l’unico bar aperto sul porto non era aperto. La testimonianza è adesso al vaglio della polizia che cerca di accumulare più dati possibile per cercare di avere tutti i dettagli di quel viaggio.

Più informazioni