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Gassificatore Scarpino, il no dei comitati: “Perchè fra i commissari non c’è un biopatologo?” foto

Genova. Dopo la presentazione del cronoprogramma per il gassificatore di Scarpino, i comitati cittadini contrari alla discarica e ad altre forme di smaltimento rifiuti, tra cui inceneritori e gassificatori, insorgono direttamente contro il presidente Amiu, Riccardo Casale, che proprio ieri aveva ribadito la necessità di coniugare l’impianto di smaltimento con una maggiore crescita, pari al 50%, della raccolta differenziata in città.
“Se ci fossero ancora stati dei dubbi, ciò significa che davvero abbiamo ragione noi – scrive l’Associazione Amici del Chiaravagna – Vuol dire che la nostra idea di un futuro, dove il riciclo di materia raggiunge perlomeno la norma di legge, è un obiettivo concreto. Ricordiamo infatti che la legge impone il raggiungimento di almeno il 65%, mentre il Presidente di AMIU continua a dichiarare che al massimo si raggiungera’ il 45%, in barba ai risultati del progetto Porta a Porta avviato sul territorio”.

“E’ una chiara dimostrazione di debolezza – sottolinea l’associazione – il Presidente di AMIU sa che ci sono tantissimi cittadini che si sono documentati, che hanno fatto rete ed hanno capito che bruciare i rifiuti, anzichè recuperarli come materia prima, è un’aberrazione mentale. Non c’è quindi da stupirsi che, ancora una volta, nella lista dei commissari per la valutazione della scelta impiantistica non ci siano competenze medico-epidemiologiche, soprattutto per quanto riguarda le emissioni in aria e le loro ricadute sulle fonti d’acqua genovesi. E’ chiaramente un atteggiamento autistico mirato alla negazione dell’evidenza scientifica”.

“Quanto il Presidente di AMIU sostiene che ‘in alcuni paesi del Nord Europa, che sono universalmente riconosciuti come quelli con la maggiore sensibilità ambientale’ non si riesca a superare il 50% di raccolta differenziata, gli ricordiamo che questo avviene perchè in molte di quelle città gli impianti di combustione esistevano già da prima di intraprendere percorsi di raccolta differenziata spinta. In contesti simili diventa importante impedire con ogni mezzo il superamento di tali percentuali di raccolta differenziata allo scopo di non pregiudicare la altrimenti bassissima redditività economica dell’incenerimento”.

“Forse il Presidente di AMIU dimentica che la città di San Francisco è già al 70% di raccolta differenziata, grazie ad un mandato politico chiaro in tal senso, un mandato che forse a Genova non e’ mai giunto? O mai e’ stato ascoltato?
Non dare ai cittadini queste informazioni è un atteggiamento deplorevole. Sulla coscienza – se ne hanno una – di questi personaggi – conclude la nota dell’associazione – graverà il peso della sofferenza dei futuri malati di tumore e dei bimbi che, incolpevoli, nasceranno minati nella salute a causa delle emissioni di questi inutili impianti”.

Rincara la dose il Comitato per Scarpino: “Mi sarei aspettato che tra i superesperti ci fosse almeno un bio patologo, un esperto in epidemiologia, un professionista della raccolta differenziata spinta, invece, tra i 5 non c’è nessun esperto di inquinamento dell’aria e dei suoli. Il nostro compito comunque rimane quello di informare i cittadini sulla completa inutilità del ‘cancrogassificatore’ e sull’esistenza di soluzioni alternative, in grado, a costi 10 volte inferiori, di garantire una maggiore qualità della vita, senza comportare la devastazione del territorio su cui viviamo e danni alla salute per noi e i nostri figli”.