Fondo Sanità, Fazio a Genova: “Indicatori più fedeli per corretta distribuzione tra regioni” - Genova 24

Fondo Sanità, Fazio a Genova: “Indicatori più fedeli per corretta distribuzione tra regioni”

Fazio

Genova. Oggi il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha preso parte alla tavola rotonda “L’ospedale di insegnamento e il sistema sanitario nazionale” insieme al Rettore dell’Università di Genova Giacomo De Ferrari, nell’ambito di “Genova Meeting”, presso i Magazzini del Cotone.

La sanguinosa rivolta che si sta propagando in Libia negli ultimi giorni fa sorgere domande circa quali potrebbero essere le ripercussioni di un’ondata migratoria sul sistema sanitario nazionale. “Ci sono due aspetti che noi riteniamo in dover essere coinvolti – ha dichiarato Fazio -: uno è gestire le condizioni sanitarie date dall’aumento dei migranti, soprattutto per quanto riguarda il rischio di infezioni e di malattie infettive; in secondo luogo, la programmazione di un canale umanitario sull’asse Bengasi-Cirenaica. A questo proposito, nei prossimi giorni ci saranno contatti con l’organizzazione Mondiale della Sanità e con l’Ufficio Regionale Europeo, oltre alle valutazioni che stiamo già mettendo in atto con il Ministero degli Interni. Il problema non è comunque immediato – ha concluso il Ministro della Salute – ma dobbiamo farci trovare pronti”.

Per quanto riguarda il bilancio, se le regioni non dovessero mettersi d’accordo sulla spartizione dei 400 milioni del fondo sanitario, la proposta del Ministero prevede circa 90 milioni di euro per la Liguria, che in questo modo rischierebbe di nuovo un deficit. La regione più vecchia d’ Italia avrebbe però presentato una proposta – come dichiarato nei giorni scorsi dall’assessore regionale Montaldo – per ottenere una quota più elevata rispetto al 2010, dato anche l’elevato numero di anziani presenti nei reparti ospedalieri liguri che aumentano l’incisività dei costi sul bilancio. “In termini generali – ha concluso Fazio – l’età deve essere associata alla prevalenza delle malattie. In alcuni casi di malattie gravi, è più oneroso il ricovero e la cura di un bambino che quella di un anziano. Bisogna trovare degli indicatori più fedeli per permettere la corretta distribuzione del fondo alle Regioni”.