Fincantieri Riva, lavoratori in corteo a Genova: “Senza cantiere, il territorio muore” - Genova 24
Cronaca

Fincantieri Riva, lavoratori in corteo a Genova: “Senza cantiere, il territorio muore”

Genova. Trecento lavoratori Fincantieri di Riva Trigoso, accompaganti da parlamentari liguri e dai sindaci del territorio, come preannunciato, si sono dati appuntamento sotto Piazza De Ferrari, cuore pulsante del capoluogo, e hanno sfilato fino al palazzo della Prefettura dove era previsto l’incontro con il rappresentante territoriale del governo. Al centro della protesta: le parole del ministro Romani che, annunciando un possibile ridimensionamento del cantiere di Riva Trigoso, pochi giorni fa avevano sollevato un moto di rivolta, portando sul piede di guerra sindacati e lavoratori. Nonostante il ministro abbia poi affermato, al telefono con il presidente della Regione, Claudio Burlando, che niente fin’ora era stato deciso, il livello della tensione non si è placato e, anzi, le preoccupazioni sul futuro del cantiere sono rimaste all’ordine del giorno. I lavoratori hanno davanti un solo obiettivo: nessun ridimensionamento per Riva Trigoso, altrimenti, come da slogan, “Il cantiere non si tocca, lo difenderemo con la lotta”.

“Voglio ricordare che Riva è stato il primo cantiere a operare sul militare – ha sottolineato Sergio Ghio, segreteria Fiom – il più grande della Liguria, quello con più occupati e in termini di produttività ed efficienza ha le migliori performances all’interno del gruppo”. Lungo il corteo non sono mancate le note polemiche, con tanto di coro personalizzato alla volta del prefetto “Ti romperemo il bagno”, chiaro rifererimento allo scandalo del bagno d’oro che lo coinvolse qualche settimana fa.
“Chiediamo che il prefetto si attivi subito – ha continuato Ghio -perchè venga convocato il governo e l’azienda per avere chiarezza su questo piano, perchè questo è un settore strategico per il paese. Non molleremo, il prefetto è persona ragionevole, si adopererà per accogliere le nostre richieste, per il resto noi saremo sempre mobilitati, a partire dal convegno che si terrà il 4 di marzo a Sestri Levante, per difendere il nostro cantiere”.

Stesso tenore anche per Tiziano Roncone, segretario regionale Fim Cisl: “Vogliamo innanzitutto chiarezza dal governo, che è il primo passo per difendere questo cantiere così fondamentale per la Liguria e per il Paese. Riva è l’unica opportunità di lavoro per i nostri giovani, senza quel cantiere il territorio muore, e altri cantieri collegati potrebbero avere duri contraccolpi. E’ un settore – ha chiosato Roncone – che va difeso con forza, non solo dai nostri sindaci ma da tutta la politica”. In corteo a fianco dei metalmeccanici c’erano anche i sindaci di Casarza Ligure, Castiglione, Lavagna e Sestri Levante. “Dopo le dichiarazioni del ministro Romani – hanno detto i primi cittadini – abbiamo chiesto subito l’incontro. Vogliamo una rapida smentita”.

Tamara Turatti – Alberto Maria Vedova