Fincantieri Riva: la solidarietà dal mondo politico e sindacale - Genova 24
Cronaca

Fincantieri Riva: la solidarietà dal mondo politico e sindacale

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Riva Trigoso. Le parole pronunciate ieri dal ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani alla Camera circa la razionalizzazione dell’assetto industriale della cantieristica ligure hannos catenato le reazioni preoccupate da parte del mondopolitico e sindacale.

“Concentrare la costruzione navale per il settore militare presso il cantiere del Muggiano – ha detto il consigliere regionale Ezio Chiesa – rappresenta il primo passo per chiudere definitivamente il cantiere rivano che rischia di pagare la ristrutturazione prevista nel piano industriale da Fincantieri e mai contrastata dal Governo, azionista di maggioranza, facendolo diventare l’anello debole della cantieristica ligure”.

“Il Governo, la Regione, la Provincia, tutte le forze politiche e sociali, senza infingimenti – continua Chiesa – devono dire chiaramente se intendono battersi per mantenere in vita il cantiere di Riva Trigoso: se si intende perseguire questo obiettivo bisogna confermare la propensione e la specificità militare del cantiere di Riva attraverso un sistema integrato Riva/Muggiano che permette uno sviluppo estremamente competitivo per la realizzazione di navi militari. Inutile nascondersi dietro la meccanica e la componentistica – conclude Chiesa – se si vuole salvare Riva bisogna consentire alle maestranze di fare quello che hanno sempre fatto con grande professionalità: costruire soprattutto navi militari”

L’onorevole Gabriella Mondello (Udc) impegnata oggi alla Camera non ha potuto partecipare alla manifestazione di protesta inscenata stamane dai lavoratori del cantiere di Riva Trigoso. “Solidarietà alle maestranze – ha commentato Gabriella Mondello parlamentare Udc oggi a Roma – preoccupate per il loro futuro dopo le parole di Romani, espresse in seguito alle mia interrogazione, dove il ministro ha parlato apertamente di “razionalizzazione dell’assetto industriale ligure” prospettando per il cantiere rivano l’inevitabile ridimensionamento a causa delle sole attività di meccanica e componentistica”. La Mondello ha inoltre sollecitato attraverso il capo di Gabinetto della prefettura, il prefetto Francesco Musolino affinché riceva una delegazione di lavoratori, nel contempo ha appreso con soddisfazione la presenza del presidente della giunta regionale Claudio Burlando all’assemblea prevista domani pomeriggio presso i cantieri di Riva Trigoso. “Come ho già avuto modo di affermare ieri – conclude la Mondello – il mio compito resta quello di vigilare affinché vengano mantenuti gli impegni assunti dal tavolo sulla cantieristica aperto presso il ministero dello Sviluppo economico che non ha più avuto modo di riunirsi”

Per la Camera del Lavoro le dichiarazioni del Ministro sono inaccettabili nel merito e nel metodo. “La specializzazione del cantiere di Riva Trigoso nell’attività della meccanica e della componentistica ipotizzata dal Ministro, altro non è che l’annuncio della chiusura mascherata del Cantiere stesso – scrive in una nota la segreteria – A Fincantieri ed a Romani, infatti, non può sfuggire il pesante ridimensionamento occupazionale e produttivo che un simile progetto avrebbe in quella realtà che fino ad oggi, è a tutti gli effetti un luogo in cui si costruiscono navi. I pesanti ritardi da parte della proprietà negli investimenti che da anni sindacato e Istituzioni Locali rivendicano per la realtà di Riva Trigoso, non possono essere scaricati sui lavoratori e su un territorio che ha tutte le condizioni per mantenere e sviluppare la sua vocazione produttiva nella cantieristica. E’ gravissimo, inoltre, che il Ministro, ignorando le pressanti richieste delle Organizzazioni Sindacali ad aprire un reale luogo di confronto sul futuro di Fincantieri nel Paese, faccia riferimento nelle sue dichiarazioni ad un “tavolo nazionale sulla cantieristica” che sarebbe già attivato presso il suo Ufficio. E’ lecito domandare chi sono i soggetti con i quali il Governo sta valutando i destini di migliaia di lavoratori (2.000 nella sola Liguria)?
Respingiamo con forza ogni ipotesi di chiusura o spostamento dei cantieri liguri e chiediamo il coinvolgimento immediato di tutti i soggetti interessati, – Governo, Fincantieri, Enti Locali e organizzazioni sindacali – perché si avvii nelle sedi naturali un reale dibattito che abbia al centro il rilancio e la riqualificazione produttiva e occupazionale della cantieristica nel nostro Paese”.