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Caso Ruby, premier: “Italia commissariata dalle Procure”

“L’Italia è una repubblica giudiziaria commissariata dalle Procure”. E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a proposito del caso Ruby, parlando con i giornalisti al suo arrivo a Bruxelles per il vertice Ue. “Questa volta c’è un attacco che riguarda il privato, ma i cittadini continuano a sostenermi, gli italiani assistono a questa vergogna nazionale”, ha rincarato il premier, ricordando che sono state “2.568 le udienze necessarie per ottenere 10 assoluzioni e 14 archiviazioni”.

“Storicamente nessun leader di nessun paese è stato più attaccato di me da parte della magistratura”, ha proseguito Berlusconi, aggiungendo che “la sovranità non è più del popolo, siamo dentro a una situazione kafkiana”. “Sono il leader europeo più apprezzato – ha sottolineato – sono al 51% nei sondaggi ” e “il nostro partito è in crescita oltre il 30%”.

Il premier è poi tornato ad attaccare l’opposizione: ”E’ veramente contraria agli interessi del Paese, è un’opposizione che non è ancora diventata socialdemocratica” in quanto “vota sempre no ed è contro tutte le proposte della maggioranza senza neanche verificare se sono o meno nell’interesse del Paese”, ha sottolineato.

Questo atteggiamento dell’opposizione, quindi, “pone il nostro Paese non in linea con gli altri paesi europei”, ha rincarato Berlusconi, spiegando che, a causa di questo, l’Italia ha “il 50% di infrastrutture in meno rispetto ai nostri competitor principali”, “una pubblica amministrazione pletorica e inefficiente”, una “giustizia civile dai tempi inaccettabili e una giustizia penale su cui non mi esprimo per carità di patria”. Parlando infine del voto della Camera di ieri che ha rinviato ai pm di Milano gli atti sul caso Ruby, il premier ha sottolineato: “Si è confermato che abbiamo una maggioranza per potere lavorare”. “Si è superata la situazione di prima, per cui quando votavamo una legge nel Popolo della libertà c’era la rappresentanza di An che ci diceva che non si poteva andare avanti e non si poteva procedere, soprattutto sulla giustizia”, ha detto Berlusconi. “La maggioranza si situerà oltre i 320, ieri eravamo già 316, contando il voto che ho voluto non dare”, ha precisato. “Ora è molto più facile potere lavorare per noi, abbiamo una maggioranza coesa su molti temi e adesso possiamo procedere e mandare avanti in Parlamento anche riforme importanti”, ha aggiunto. “Credo che potremo lavorare bene”, ha concluso il presidente del Consiglio.