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Caso Ruby, il giorno della conta alla Camera: voto atteso alle 19

Arriva in aula alla Camera la richiesta di autorizzazione alla perquisizione domiciliare presentata dalla Procura di Milano nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nell’ambito dell’inchiesta legata al cosiddetto caso Ruby. Il dibattito comincerà alle 15, il voto è atteso per le 19.

La Giunta delle Autorizzazioni propone di rinviare gli atti alla magistratura, in quanto la competenza sarebbe del Tribunale dei ministri. Un’ipotesi che in partenza può contare su 315 voti: i 233 del Pdl, i 59 della Lega, i 21 di Iniziativa responsabile e probabilmente quelli di Francesco Nucara e Calogero Mannino. L’opposizione arriverebbe invece a 311. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, rispondendo in aula al Senato a un’interrogazione del vice presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda sul rischio di ricatti sul piano internazionale a Berlusconi legati alle vicende delle feste, ha sottolineato: “Non è mai giunta direttamente o indirettamente, tramite la rete diplomatica o tramite i Servizi, alcuna ipotesi di valutazione raccolta all’estero su una presunta ricattabilità del presidente del Consiglio, né di tentativi o forme di pressione di potenze straniere o di organizzazioni criminali”.

Parlando del voto di oggi alla Camera, il ministro della Giustizia Angelino Alfano , ha dichiarato: “Credo che la maggioranza sarà compatta , non in difesa di Berlusconi in quanto persona ma in difesa del diritto di un parlamentare relativamente a determinate prerogative”. Intanto, fonti della Procura di Milano smentiscono le voci relative a immagini compromettenti scattate da qualcuna delle ospiti delle serate organizzate ad Arcore. Agli atti dell’indagine in corso a Milano sul caso Ruby ci sono solo “foto irrilevanti, o innocenti”, riferiscono.

Per i magistrati milanesi impegnati nell’indagine sul caso Ruby, che vede Berlusconi, sarà un fine settimana di riflessione. Gli inquirenti dovranno in questi giorni decidere se chiedere il giudizio immediato nei confronti del premier per entrambe le ipotesi di accusa formulate oppure se percorrere un doppio binario: procedere con la richiesta di immediato per la sola concussione e con la citazione diretta a giudizio per la prostituzione minorile così da evitare possibili ‘bocciature’ da parte del gip in futuro. Secondo quanto si apprende negli ambienti giudiziari solo lunedì i magistrati ‘tireranno le fila’ e scioglieranno la loro riserva sulle scelte processuali che intendono seguire.