Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Capitaneria di Porto genovese, 1553 controlli: ecco il bilancio del 2010

Genova. Dopo poco più di un mese dall’inizio del nuovo anno, la Capitaneria di Porto di Genova ha illustrato il bilancio delle operazioni effettuate nel 2010 nella provincia, cioè da Cogoleto a Riva Trigoso. Sono 1553 i controlli svolti in mare, nelle aeree marine protette, ai punti di sbarco, nei mercati ittici e negli stabilimenti destinati alla lavorazione e alla commercializzazione dei prodotti ittici, nella grande distribuzione e al dettaglio, pescherie, punti di vendita, ambulanti, nella ristorazione compresa quella etnica, su strada, negli aeroporti, e così via.

Tante le violazioni accertate, 6 per il mancato rispetto delle taglie minime; 77 in materia di etichettatura e tracciabilità dei prodotti ittici; 26 per frodi nell’esercizio del commercio e 9 per il mancato rispetto delle norme igieniche sanitarie. In totale, poi sono stati sequestrati 5.369 chili di prodotti ittici e 10 attrezzi e reti da pesca.

L’intensa attività di prevenzione costante, svolta dalla capitaneria di porto di Genova nella vigilanza pesca, e di pari passo, gli incontri avvenuti con le categorie interessate, per illustrarne la normativa nazionale ed europea vigente disciplinante il settore, sono stati gli obiettivi e scopi promossi dall’ammiraglio Felicio Angrisano, direttore marittimo della Liguria nel corso dell’anno 2010.
La missione primaria della capitaneria di porto, al di là dei compiti specifici, è di garantire la sicurezza a tutti coloro che hanno un rapporto con il mare. Tra questi rientrano anche gli “acquirenti” del pescato, non sempre esperti, e per questo soggetti, in talune occasioni, a frodi alimentari.

La vigilanza sulla pesca marittima e filiera commerciale è una attività peraltro demandata, per materia, al corpo delle capitanerie di porto, a ciò si aggiunge la tutela al fine di garantire le risorse e l’ecosistema, per chi lavora in mare, per gli fruitori del bene e per i consumatori finali. Da qui l’esigenza delle verifiche, con l’intensificazione dei controlli, in particolare, avvenuti durante le “operazioni complesse”, in mare e a terra, denominate, come si ricorderà, “Poseidon”, “ Agosto 2010”, “Mediterraneo”, divisa in due fasi: la prima “Talasso” e la seconda “Onda d’Urto”, quest’ultima avvenuta dal 16 al 30 dicembre 2010, svoltesi sia in area regionale che extraregionale e coordinate proprio dalla direzione marittima genovese attraverso il 1° Centro Controllo Area Pesca .