Cantieristica,Landini (Fiom): “Un tavolo con il Governo per uscire dalla crisi” - Genova 24
Cronaca

Cantieristica,Landini (Fiom): “Un tavolo con il Governo per uscire dalla crisi”

maurizio landini fiom

Genova. “Non siamo d’accordo sulla chiusura dei cantieri di Fincantieri e nemmeno che si esca dalla crisi riducendo la capacità produttiva. E’ necessario avviare un tavolo tra l’azienda e il Governo per indicare le linee giuste da adottare per uscire dalla crisi”.

Esordisce così Maurizio Landini, segretario generale Fiom Cgil durante il convegno dedicato alle prospettive della cantieristica in Europa e in Italia, andato in scena questa mattina a Palazzo San Giorgio.

“Il Governo non sta rispettando gli impegni presi – prosegue Landini – ed è paradossale che un ministro si metta a discutere di come deve essere riorganizzata l’impresa. Non è compito suo. Ci vuole invece un tavolo in cui si discuta su come si salvaguardi il settore della cantieristica italiana”.

Anche se ancora al vaglio della Camera è tempo di giudicare anche il decreto Milleproroghe: “Attendiamo la fine, non siamo per una discussione a pezzi, è necessario un progetto complessivo su tutto. Inoltre bisogna anche trattare della salute e della sicurezza nei cantieri, un problema sempre presente che riguarda tutte le persone che lavorano negli appalti. E’ un tema che deve essere affrontato”.

“Per chiedere una modifica della politica economica industriale di questo Governo e per una riforma fiscale la Cgil nei giorni scorsi ha indetto uno sciopero generale di tutti i lavoratori. Credo sia necessario mettere il lavoro al centro e una nuova idea di sviluppo. Pensare al perchè si produce, cos’è il prodotto oggi, come si produce sono i temi principali. E poi c’è il bisogno di un intervento pubblico, perchè in altri paesi un investimento pubblico fa aumentare la qualità dei prodotti, la ricerca e l’innovazione, è questa la differenza dall’Italia. A noi manca questo. Il Governo deve cambiare politica, per quello che sta facendo oggi contro le persone e il paese e non sarebbe male cambiarlo questo Governo”.

Infine una battuta sulla situazione di Fiat: “Fiat sta aumentando la cassa integrazione e diminuendo le macchine prodotte, perde quota di mercato. Bisognerebbe aprire un tavolo di trattative escludendo l’idea che per investire in Italia si debbano cancellare i diritti, basando invece il rilancio sul riconoscimento della dignità delle persone e sul riconoscimento dei diritti”.