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Calcio, la Sampdoria si arrende a Di Natale e Sanchez

Udine. Nel calcio quello che accade dentro il campo e quello che accade fuori dal campo sono come vasi comunicanti. Non ci sono confini. Ciò che accade da una parte influenza immediatamente quello che accade dall’altra. E viceversa. La stagione calcistica della Sampdoria, cominciata con quella meravigliosa battaglia persa contro il Werder Brema per l’accesso in Champions League, ha poi dovuto vivere la funesta telenovela che ha diviso il presidente Garrone e Antonio Cassano.

La Sampdoria giocava a calcio, emergevano difficoltà, il gioco diventava meno fluido, il fortino di Marassi reggeva ma dalle trasferte i blucerchiati tornavano con poche soddisfazioni. I riflettori e l’attenzione dei media, le parole dei tifosi al bar, gli sfottò tipici di una città come Genova, erano costantemente rivolte alla questione Cassano.

Il finale della telenovela si è consumato nei primi giorni del mercato di riparazione. Il passaggio di Cassano al Milan rendeva sempre più palese l’allontanamento del presidente Garrone dalla squadra. E così se la cessione di Cassano è stata una telenovela sfinente, quella di Pazzini all’Inter è stato un lampo, uno strappo, un fulmine. Quello che non ti aspetti e che accade all’improvviso. Uno dei migliori talenti italiani svenduto al sempre più potente Moratti, che nel post calciopoli sembra poter piegare ai suoi desideri i destini del calcio nostrano. Quel Pazzini che solo pochi mesi prima non sembrava poter essere venduto a meno di 20 milioni che viene ceduto a 12 milioni più un giocatorino leggero come Biabiany.

Via come previsto Cassano, via come nessuno si aspettava Pazzini, il conflitto tra tifoseria e Garrone non è potuto che manifestarsi in maniera eclatante, sempre attraverso i media che offrono palcoscenici e microfoni. Anche questo giornale ha provato a partecipare all’assemblea pubblica dei tifosi, ma è stato invitato in maniera cordiale ad allontanarsi. I riflettori lì non erano graditi.

Il confine tra campo e fuori campo non esiste, il caos da una parte rifletta il caos dall’altra. In questa situazione la Sampdoria, inevitabilmente, si è andata a schiantare contro una delle squadre più in forma del campionato, l’Udinese di Guidolin, Sanchez e Di Natale.

Una Udinese che sta passando un grande momento, che recentemente ha castigato prima l’Inter e poi la Juventus a domicilio, era difficile che potesse concedere spazi in casa a una Sampdoria che per tutto il primo tempo è stata disarmata (se non disaramente). I blucerchiati sono stati schierati dal mister Mimmo Di Carlo – al centro delle contestazioni dei tifosi – con Curci fra i pali, Lucchini Volta, Martinez e Ziegler sulla linea difensiva, Dessena, Palombo, Tissone a centracampo, Maccarone affiancato da Biabiany e Koman.

La Sampdoria è partita molto chiusa, cercando di non concedere spazi agli avversari. Molto bene l’opposizione di Martinez sui piccoletti dell’Udinese. Ma al 18’, da un calcio piazzato spiovente calciato da Totò Di Natale, Sanchez ha trovato la deviazione di testa portando in vantaggio la squadra di Guidolin. Una volta subito il gol, la Sampdoria ha faticato a riordinarsi e a creare pericoli agli avversari. Maccarone è sempre sembrato troppo isolato. Inevitabile al 40′, dopo vari attacchi e tentativi, è arrivato il raddoppio di Di Natale: assist di Sanchez e centesimo gol in serie A per l’attaccante.

Una mazzata per le velleità di rimonta, per portare a casa quel punticino utile per fare classifica. Eppure la Sampdoria del secondo tempo è sicuramente apparsa più vogliosa, ha mostrato più dinamismo, vivacità, costringendo l’Udinese nella sua metà campo. Ottimi gli inserimenti di Mannini e Guberti al posto di Dessena e Tissone. Diverse le occasioni per riuscire a fare almeno il gol della bandiera che sarebbe stato meritatissimo. Già all’11′ Dessena spreca un’ottima occasione su un bel suggerimento di Koman. Al 25’ è Guberti a provarci con una bella azione personale. Le speranze di riaprire la partita si infrangono sulla traversa colpita al 38’ da Mannini.

Finisce così la partita, un due a zero che lascia pochi dubbi per quanto visto nel primo tempo. Eppure, non tutto è da buttare via: la prova di Martinez, la vivacità di Mannini e Guberti. Una Sampdoria che se riuscisse a trovare tranquillità, se riuscisse a pensare più al campo e non a quello che c’è attorno, non avrebbe problemi ad assicurarsi una facile salvezza. I punti positivi ci sono, nonostante la sconfitta. Il primo fra tutti i soliti straordinari tifosi blucerchiati che hanno fatto sentire la loro voce fino alla fine della partita, confermando gli intenti già espressi dopo la burrascosa notte di giovedì: unità per la salvezza.