Bomba Recco: tutto pronto per l’evacuazione, previsti disagi per la circolazione - Genova 24
Cronaca

Bomba Recco: tutto pronto per l’evacuazione, previsti disagi per la circolazione

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Recco. Poche ore e la città della focaccia sarà di nuovo evacuata. Gli abiatanti si troveranno a vivere una sorta di dejavu di quanto accaduto il mese scorso, quando il 16 gennaio fu neutralizzato un ordigno bellico, il più grosso ritrovato negli ultimi anni tra Liguria, Valle d’Aosta e Piemonte. La bomba,  rinvenuta in un cantiere nei pressi del ponte ferroviario, era  la seconda  narrata nella leggenda. Secondo la memoria popolare, infatti le bombe sganciate sulla cittadina erano tre. Chi sopravvisse al primo bombardamento, quello del 10 novembre 1943, ha sempre raccontato che nel quartiere degli orti, sull’argine destro del torrente, gli ordigni inesplosi furono proprio tre.

48 ore e finalmente la città si libererà dell’ultima (si spera) bomba di 1000 libbre ritrovata nel cantiere di via XXV Aprile nel giro di un mese. Tutto pronto quindi, ma non mancheranno piccoli disagi alla circolazione. Dal punto di vista logistico sia Trenitalia sia Autostrade per l’Italia hanno disposto il piano di intervento.

Dalle 9 alle 14 di domenica, sull’A12 Genova-Sestri Levante sarà chiusa l’uscita della stazione di Recco per entrambe le provenienze. Mentre i treni resteranno fermi dalle 10.45 alle 12.30, tra le stazioni di Genova Nervi e Santa Margherita. Durante l’interruzione, però, la mobilità sarà garantita con un servizio sostitutivo di autobus, tra Genova Brignole e Chiavari e viceversa, che percorrerà l’autostrada senza effettuare fermate intermedie.

Come a gennaio, anche domenica, l’evacuazione riguarderà quasi 5 mila abitanti e un’area di circa 400 metri. Inizierà alle 7 e finirà entro le 9. Proprio dalle 9, infatti, strade, e casello autostradale in direzione Recco saranno bloccati, fino alle 10 si proseguirà con i controlli, e dalle 10.30 inizieranno le operazioni di competenza dei militari.

Una volta disinnescata dalla brigata Taurinense, questa volta la bomba sarebbe dovuta partire per la Valvarenna, per essere fatta brillare all’interno di una cava. Ma dopo il secco rifiuto del Municipio Ponente, che ha destato non poche polemiche e l’indignazione del sindaco di Recco, Dario Capurro, l’ordigno, anche domenica, si dirigerà alla volta di Pallare, in Val Bormida.

“Questa volta, però, cercheremo di essere più rapidi – spiega il sindaco Dario Capurro – anticipando di almeno mezz’ora l’operazione di spolettamento e consentendo così un minor aggravio per popolazione e imprese coinvolte”.

L’evacuazione riguarderà quasi 5 mila recchellini e un’area di circa 400 metri. Inizierà alle 7 e finirà entro le 9 di domenica mattina. “Dalle 9, infatti, strade, ferrovia e casello autostradale in direzione Recco saranno bloccati – continua il primo cittadino – fino alle 10 si proseguirà con i controlli, e dalle 10.30 inizieranno le operazioni di competenza dei militari”.

Due bombe nel giro di un mese significano disagi per la popolazione e costi per l’impresa del cantiere di via XXV Aprile: paura di una possibile class action? “Non c’è alcuna colpa dei singoli – sottolinea il sindaco – gli ordigni sono stati lanciati nella seconda guerra mondiale, e nessuno attualmente ha delle responsabilità in merito. Una volta trovate i residui bellici, e in un territorio come quello di Recco, oggetto di bombardamenti a tappeto è prassi abbastanza frequente, è doveroso da parte nostra toglierli e farli brillare”.