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Bomba Recco, Capurro: “Evacuazione anticipata alle 7 per creare meno disagi”

Recco. La terza bomba di Recco, ritrovata a poche settimane dall’ultimo sminamento, verrà fatta brillare il 20 febbraio con modalità sostanzialmente identiche rispetto alla precedente. “Questa volta, però, cercheremo di essere più rapidi – spiega il sindaco Dario Capurro – anticipando di almeno mezz’ora l’operazione di spolettamento e consentendo così un minor aggravio per popolazione e imprese coinvolte”.

L’evacuazione riguarderà quasi 5 mila recchellesi e un’area di circa 400 metri. Inizierà alle 7 e finirà entro le 9 di domenica mattina. “Dalle 9, infatti, strade, ferrovia e casello autostradale in direzione Recco saranno bloccati – continua il primo cittadino – fino alle 10 si proseguirà con i controlli, e dalle 10.30 inizieranno le operazioni di competenza dei militari”.

Due bombe nel giro di un mese significano disagi per la popolazione e costi per l’impresa del cantiere di via XXV Aprile: paura di una possibile class action? “Non c’è alcuna colpa dei singoli – sottolinea il sindaco – gli ordigni sono stati lanciati nella seconda guerra mondiale, e nessuno attualmente ha delle responsabilità in merito. Una volta trovate i residui bellici, e in un territorio come quello di Recco, oggetto di bombardamenti a tappeto è prassi abbastanza frequente, è doveroso da parte nostra toglierli e farli brillare”.

Quanto alla polemica sui costi di gestione del cantiere per lo sminamento: “Fintanto che non sarà terminata l’operazione bonifica – sottolinea Capurro – le attività del cantiere del grattacielo non continueranno. Inoltre, abbiamo chiesto un quesito al ministero della Difesa per individuare le corrette competenze, anche economiche, dal momento che la vecchia normativa del 1946 è stata superata dal codice militare del 2010, che però è una legge complessa ancora da approfondire. In attesa della risposta, è  l’ordinanza prefettizia a individuare le competenze, ovvero oneri e onori di ciascuno – conclude Capurro –  il proprietario dell’area è stato indicato come ente beneficiario in senso largo e quindi, in quanto tale, gli sono stati attribuiti anche alcuni costi operativi”.  Ma su eventuali richieste di risarcimento danni o mancati pagamenti, il Sindaco Capurro per ora non si pone il problema.

Alberto Maria Vedova – Tamara Turatti