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Arcigay Genova, pronta l’interrogazione sulle affermazioni di monsignor Rigon

Genova. Dopo le affermazioni di monsignor Rigon sull’omosessualità, che hanno sollevato polemiche in tutto il paese e anche all’estero, Arcigay Genova ha preparato un’interrogazione per il Consiglio regionale.

“In merito alle dichiarazioni di Monsignor Paolo Rigon che dichiarava che ‘L’omosessualità è un problema che va estirpato ai primi sintomi attraverso sedute di psicoterapia’ e che ‘se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza, se il problema si pone, è un problema che si risolve’ e che ‘Il nostro consultorio familiare affronta parecchie volte questo tema e ci riesce anche’ – si legge nel testo dell’interrogazione – L’unica parziale smentita, ad opera del cardinale Angelo Bagnasco, nega che monsignor Rigon abbia utilizzato il termine estirpare, ma anche in questo caso il significato delle dichiarazioni resta lo stesso.

Nell’interrogazione, inoltre, si parla del sito della Diocesi di Genova che pubblicizza le attività del Consultorio Familiare C.I.F. che si rivolge anche a coloro che, molto genericamente, hanno “problematiche sessuali” e del sito del Tribunale Ecclesiastico Ligure, che pubblicizza una rete di Consultori Familiari.

“In ambito scientifico è netta e unanime la condanna ai tentativi di modificare l’orientamento sessuale delle persone considerati inefficaci, inutili e pericolosi. L’omosessualità non è una malattia. Nel 1993 l’American Academy of Pediatrics ha pubblicato un documento relativo alle linee di condotta dei pediatri intitolato ‘Omosessualità ed adolescenza’ critico ad ogni forma di terapia per i giovani omosessuali, lesbiche o transessuali. In particolare, i tentativi di terapia sarebbero controindicati perché possono provocare senso di colpa e ansietà avendo poco o nessun potenziale per realizzare cambiamenti di orientamento – si legge ancora nell’interpellanza – Nel 1994 l’APA, American Psychiatric Association rilasciava una scheda informativa sull’omosessualità e dice che ‘l’omosessualità non è una malattia mentale e non vi è alcuna ragione scientifica per tentare la conversione di lesbiche o omosessuali’”.

Fatte queste premesse, Arcigay Genova, chiede: “Se il Consiglio regionale non intenda condannare tutti i tentativi di considerare l’omosessualità una malattia e le azioni messe in essere per modificare l’orientamento sessuale delle persone; se e quali Consultori familiari che curano impropriamente gli omosessuali usufruiscono di finanziamenti regionali e infine se la Regione non intenda interrompere immediatamente ogni forma di collaborazione e sovvenzione con tali Consultori”.