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Anziano picchiato a Genova, Capitano Corda: “Prematuro parlare di iniziazione”

Genova. Hanno nomi eccentrici. Latin King, Vatos Locos. Si aggirano tra Sampierdarena, Rivarolo, il Centro Storico. Sono le gang latino americane, spesso protagoniste di risse, accoltellamenti, rapine. Ma un’aggressione senza motivo ad un anziano, di domenica mattina, non si era mai vista.

Anche se restano poco chiare le cause che hanno portato un 27enne ecuadoriano a picchiare a sangue Luigi De Paoli, l’ottantenne titolare di un negozio di scarpe, ora in fin di vita all’ospedale San Martino, c’è chi parla di un possibile rito di iniziazione, una prova da superare per poter finalmente entrare nel gruppo.

“Date le modalità dell’aggressione e in seguito ad una veloce dichiarazione fatta dall’arrestato: ‘sono l’ultimo arrivato’, si è pensato che il ragazzo fosse stato spinto da altri a commettere il fatto – spiega  Alessandro Corda Capitano compagnia dei carabinieri di Sampierdarena – ma, in ogni caso, sono tutte cose da accertare, potrebbe averlo fatto per difendersi dalle accuse”.

Ma cosa è accaduto veramente in una tranquilla domenica di febbraio?

“Nella mattinata di ieri  – spiega Corda – questo signore anziano stava passeggiando tranquillamente, quando all’improvviso è stato aggredito dal ragazzo che lo colpisce con colpi in faccia fino a farlo cadere. Messo poi in fuga da alcuni passanti, l’aggressore è stato poi rintracciato dalla pattuglia dei carabinieri di Rivarolo, in servizio proprio in quella zona. L’anziano non è stato derubato dei sui effetti personali. Anche per questo l’aggressione rimane ancora inspiegabile.”

Un episodio ancora poco chiaro, ma che lascia molte tracce per sospettare in un rito di passaggio alla gang. Ma esistono dei precedenti che possono ricondurre questo episodio ad un rito di iniziazione per entrare in una gang?

Secondo il capitano Corda si: “Il fenomeno delle gang ultimamente è rimasto abbastanza sotto tono. Le bande sono abbastanza radicate sul territorio come centri di aggregazione giovanile sostituiti della famiglia.
Nella letteratura sulle bande si sa che ci sono dei riti di iniziazione per farne parte. È ancora prematuro però affermare che l’episodio sia stato commesso per un’iniziazione”.

Risse, regolamenti di conti, accoltellamenti, annientamento delle gang rivali. Genova tra le città preferite per i sudamericani. Un fenomeno che sembra dilagare costantemente, in diversi quartieri.

“Dal Centro Storico a Sampierdarena fino a Rivarolo – spiega il capitano Corda – tra  le più importanti i Latin King, soprattutto radicati nel centro storico, ma esistono diverse bande. La situazione però sembra essere comunque nella media. Queste bande vengono a volte sopravvalutate. Hanno avuto una funzione di aggregazione sociale. Stiamo parlando di giovani che sono venuti negli anni 2000 per ricongiungimenti familiari. Ragazzi obbligati a crescere da soli in Centro America o Sud America si sono trovati catapultati in una situazione completamente diversa con difficoltà anche per le madri a fare riconoscere una proprio autorità. Loro hanno ricostruito una specie di famiglia, e il modo di vivere dei paesi di origine in queste bande. Questi però non sono bande criminali ma gruppi di persone. Sono ragazzi come tutti gli altri, molti sono inseriti anche nel mondo del lavoro. È probabile anche che qualcuno viva di espedienti, ma questi non sono la finalità di tutto il gruppo”.