ANCI Liguria, Vinai: “Occorre accordo con Regione per ridisegnare il territorio” - Genova 24
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ANCI Liguria, Vinai: “Occorre accordo con Regione per ridisegnare il territorio”

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Genova. “Siamo solo  all’inizio del federalismo istituzionale che dovrà essere approfonditamente studiato e disegnato, un lavoro nel quale ANCI Liguria insieme alla Regione si sono impegnati a partire dal disegno di legge approvato dalla Giunta regionale”.

Queste le parole di Pierluigi Vinai, segretario di ANCI Liguria, riguardo all’approvazione del disegno di legge di attuazione del riordino e della razionalizzazione delle funzioni svolte dalle Comunità Montane.

Quest’ultime  cesseranno di esistere dal prossimo maggio dando il via ad una nuova geografia dei comuni liguri con diverse unioni di comuni, un passaggio delicato e cruciale per il nuovo assetto istituzionale dei poteri locali in Liguria.

“Ora  – spiega Vinai – la vera sfida è costruire la prossima legge regionale di valenza costituzionale che  disegnerà la Liguria futura. L’associazione tra i comuni, le funzioni dei comuni, le relazioni tra i comuni e gli altri enti dallo Stato alla Regione fino alla Provincia. Chi si occuperà di rifiuti, di acqua, della salvaguardia del territorio? Come e chi svolgerà il servizio di attività scolastiche, attività sociali, mobilità? Solo dopo sarà essenziale –   continua il segretario di ANCI Liguria  – partendo dai  fabbisogni standard, cioè il costo efficiente dei servizi comunali, capire la qualità e la quantità dell’approvvigionamento fiscale, cioè le tasse. Questo è il vero e corretto processo che dal federalismo istituzionale arriva al federalismo fiscale.

Questa legge è il primo passo urgente che doveva essere compiuto. Ora è necessario andare a regime in tempi brevi, perché le funzioni fondamentali svolte dalle comunità montane, non siano interrotte e, di conseguenza – conclude Vinai – non ci siano ripercussioni negative sui  cittadini”

Il lavoro di Anci Liguria, nel processo di soppressione delle Comunità Montane  è stato l’argomento principale dei 12 incontri svoltisi nella prima metà di febbraio in Regione alla presenza di oltre 100 Comuni interessati e di Antonino Oliveri, responsabile regionale della Consulta dei piccoli Comuni Anci.

Gli argomenti trattati hanno riguardato l’urgenza della soppressione delle comunità montane, affrontando le conseguenti problematiche del personale, del patrimonio, dei mutui e dei bilanci degli Enti soppressi.

Nello stesso contesto è stato, inoltre, discusso l’avvio del processo che dovrà portare alla costituzione delle Unione dei Comuni.

In Liguria su 235 Comuni complessivi, 167 sono dichiarati montani o parzialmente montani, e ben 183 risultano sotto i 5mila abitanti, 133 sotto i 2mila, (un centinaio sotto i mille).
Il 30 aprile è la data di chiusura ufficiale delle comunità montane,  momento in cui entreranno in scena i commissari liquidatori.

Forte preoccupazione è stata espressa nell’entroterra ligure. Si teme la perdita di un importante presidio, ma si guarda anche al riassetto come opportunità, con qualche timore per la fase transitoria.

“Affrontare contemporaneamente l’emergenza della soppressione delle comunità – spiega Antonino Oliveri, coordinatore regionale della Consulta dei Piccoli Comuni ANCI – e la nascita delle unioni di comuni è una partita complessa. La Liguria è una delle tre regioni italiane prive di unioni di comuni, circa 300 in tutta Italia, ma non è digiuna di esperienza: le comunità sono unioni naturali. Ora è importante che il nuovo modello non sia calato dall’alto, ma concertato, e che la dote sia congrua: la Regione deve sostenere il processo. È, questo, il nodo più difficile della trattativa in atto”.

Le funzioni un tempo svolte dalle Comunità Montane  saranno ripartite tra gli altri enti: alle Province le funzioni della difesa del suolo e dell?antincendio boschivo, mentre il vincolo idrogeologico rientrerebbe nelle competenze comunali, che potrebbero svolgerle informa associata o in convenzione con le province.

Gli altri servizi associati, come la polizia municipale, il trasporto scolastico, la raccolta rifiuti, sono funzioni che in alcuni casi già svolgevano le comunità e rientrano nelle funzioni prettamente comunali, queste dovranno essere svolte obbligatoriamente in forma associata nei comuni sotto i 5mila abitanti, per cui è necessario costruire un nuovo modello in grado di rispondere a questo tipo di esigenza e questo modello è individuato dall’unione dei comuni.

Un esempio di comunità montana che agli incontri ha manifestato una forte maturità, è quella dell’Intemelia nell’imperiese che conta 14 comuni (6 sotto i 500 abitanti, 5 sotto i mille abitanti, 2 tra i mille e 1500 abitanti ed  1 di 2060 abitanti, per un totale di  10400 circa abitanti).

I rappresentanti di questi comuni intervenuti agli incontri, hanno dimostrato un forte spirito associativo presentando un documento con la piena adesione a costituire l’Unione di Comuni. Ma la situazione non è omogenea, specie dopo i precedenti accorpamenti, che hanno prodotto entità a volte dissimili, per dimensioni e servizi svolti, dalla vigilanza del territorio allo scuolabus, dalla raccolta differenziata al bibliotecario in comune.

“Il lavoro che sta svolgendo ANCI Liguria  – continua Oliveri – è di garantire il ruolo dei comuni in questa fase di passaggio dalla soppressione delle comunità montane alla nascita delle unioni dei comuni, e la Regione ha accolto la nostra richiesta per sostenere questo processo con misure di accompagnamento, ma soprattutto con risorse certe adeguate e ricorrenti, disponendo dell’utilizzo del fondo per le unioni dei comuni”.

Questa consultazione così estesa e approfondita non ha precedenti, è stato un lavoro faticoso che dato la possibilità di accogliere una prospettiva di rilancio dei piccoli comuni montani e dell’entroterra.

“Vogliamo che i comuni non subiscano questi processi di forma ma ne siano protagonisti –  commenta Oliveri”.

Anci Liguria ripartirà nelle prossime settimane con un nuovo “road show” per incontrare le realtà comunali, e vedere insieme le necessità e l’accompagnamento necessario.