Cronaca

Acquasola, i comitati contro il Comune: “Salvare qualche albero è una presa in giro”

Genova. Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato, i comitati contrari al parcheggio dell’Acquasola continuano la battaglia in difesa del parco, puntando il dito soprattutto contro il Comune di Genova, reo di non assumere una posizione chiara. I comitati sono infatti contrari al compromesso che il Comune sta cercando di trovare con Sistema Parcheggi, l’impresa cui è stata data la concessione, per limitare l’impatto del park e salvare così alcuni degli alberi storici. L’appuntamento per la nuova protesta dei comitati è direttamente a Palazzo Tursi, in concomitanza con la commissione consiliare che oggi pomeriggio deve discutere le tratattive con Sistema Parcheggi.

“Siamo stati i primi a lottare con onestà, dal lontano 2006 – spiega Gabriella Vercelli, del Comitato Difesa Vita e Ambiente di S.Teodoro – poi sono subentrate altre associazioni e persone che facevano il doppio gioco, nello stesso modo in cui si stanno comportando gli amministratori che, ora come ora, non fanno che raccontarci bugie. Al tempo di Pericu tutti volevano il parcheggio, era chiaro, poi è subentrata la Sindaco Vincenzi – aggiunge Vercelli – che sembrava volesse cambiare le cose, ma intervenire ora, quando ormai quasi più della metà degli alberi sono stati abbattuti, è ridicolo. Vuol dire prenderci in giro. Il vicesindaco nei giorni scorsi ha dichiarato che salveranno i 2 cedri e i lecci, riducendo i parcheggi: questa è semplicemente una bufala. Adesso temporeggiano e intanto continuano a tagliarne 20 per volta, ma mantenere qualche albero non significa mantenere il parco, al contrario significa derubare la città di un grande valore storico e di un parco verde che non ha eguali in centro”.

L’altro motivo di accusa è la gestione dei soldi: “Intanto vogliamo capire come saranno gestite le spese da parte della Spim, cioè i 2 milioni e 690 mila euro erogati dalla Regione. Poi ci chiediamo anche perchè hanno fatto sparire la targa di via Carcassi, dove si indicava l’Acquasola come parco storico, sotto il quale vi sono anche gli ossari della peste. Da altre parti si valorizza il patrimonio storico culturale, qui, invece, dissacriamo tutto”.

Stesso tenore per il Comitato per l’Acquasola: “Abbiamo chiesto che fosse rimesso a posto il parco, senza che fosse fatto alcun parcheggio, invece non si capisce che cosa hanno approvato. Sembra una presa in giro, difendono due cedri e alcuni lecci, ma allo stesso tempo, permettono che gli alberi vengano tagliati. E’ un’indecenza, siamo cittadini che si sono organizzati per fare in modo che mai più accadano cose di questo genere, ma abbiamo preso anche un’altra posizione: diserteremo i tavoli di confronto con il Comune, perchè un Comune che non risponde ai cittadini non è degno di essere ascoltato”.

Alberto Maria Vedova – Tamara Turatti