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Tassa soggiorno, Federalberghi Liguria: “Allora tolgano il vincolo alberghiero”

Liguria. “Se sciopero deve essere, che l’adesione sia forte. E se poi venisse approvata la tassa di soggiorno, che almeno ci tolgano il vincolo alberghiero”. Così Americo Pilati, presidente Federalberghi Liguria e Urlat, Unione Regionale Ligure Albergatori e Turismo. La polemica sull’obolo per il turismo, contenuto nel dispositivo sul federalismo municipale, non accenna a diminuire, anzi la miccia innescata ieri dalle associazioni turistiche di categoria è destinata a esplodere.

All’orizzonte, oltre alla campagna stampa sul no alla tassa, c’è un vero e proprio sciopero: Federalberghi, se la tassa di soggiorno non verrà ritirata, ha proclamato la chiusura degli hotel il 17 marzo. “Su tutta la Liguria abbiamo 1500 alberghi, il 30% dei quali sarà chiuso fino a Pasqua. Come faremo nel dettaglio ancora non lo so, ma se sciopero deve essere, che almeno abbia una forte adesione in modo da dare un forte segnale sia ai clienti, sia ai nostri rappresentanti – spiega Pilati – è la ratio alla base di questo provvedimento ad essere sbagliata. Come si fa a tassare chi fatica tutti i giorni per portare gente, con prezzi sempre più bassi per essere competitivi, e allo stesso tempo chi con la sua presenza porta lavoro e ricchezza, creando un indotto proficuo per tutti? E’ assurdo, se dobbiamo soffrire, facciamolo insieme: tassiamo tutti. Certo è – sottolinea il presidente Federalberghi – che questo federalismo, che in teoria noi vediamo come un tocca sana per l’economia, in realtà così facendo non parte certo con il piede giusto”.

Paradossalmente, a fronte di un principio di autonomia degli enti, si crea, secondo quanto riferito dall’associazione, una sperequazione fra città. “Non si può applicare la tassa indiscriminatamente a Roma, così come nel piccolo comune. Non ci sono le stesse condizioni – lancia l’allarme Pilati – in una regione come la Liguria, dove il turismo è concentrato nei piccoli comuni costieri soprattutto d’estate, facciamo già fatica, cercando di tenere aperti anche fuori stagione, con una politica di prezzi bassi a cui a stento riusciamo a sopravvivere. Mettere una tassa è inconcepibile, vuol dire sotterarci. Non siamo una città d’arte, che come Venezia ha un flusso di clienti spaventoso, noi abbiamo esigenze diverse. Se tassa deve essere – conclude Pilati – ci tolgano almeno il vincolo alberghiero. Così se guadagno bene, ma se non guadagno chiudo e trasformo. Vincolo alberghiero e una continua tassazione non possono funzionare”.