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Tassa di soggiorno, Federalberghi in sciopero: “Inaccettabile e inconcepibile”

Liguria. “Inaccettabile e inconcepibile” anche Federalberghi Liguria si schiera sul fronte del tassativo no alla tassa di soggiorno. Nel giorno in cui tutte le associazioni turistiche di categoria (Federalberghi, Assoturismo, Confindustria Hospitality) annunciano feroce battaglia contro il provvedimento contenuto nel decreto sul federalismo fiscale municipale, anche l’associazione locale non è da meno.

Sul fronte nazionale sono già diverse le iniziative in calendario: domani le tre associazioni daranno il via a una campagna a mezzo stampa invitando gli italiani a dire la loro scrivendo a notassasoggiorno@gmail.com, in programma ci sono anche di protestaancora più forti. Oggi la direzione nazionale Federalberghi ha preso una decisione senza precedenti: “qualora dovesse essere confermata questa sciagurata ipotesi vessatoria” non accettaranno prenotazioni per il 17 marzo, giorno della celebrazione dell’unità d’Italia. Inoltre, la Federazione ha anche deciso ulteriori ed estreme forme di protesta ed iniziative di piazza se la Commissione bicamerale sul federalismo “non batterà un colpo a favore di quelle imprese che quotidianamente sostengono l’economia e l’occupazione di questo Paese”.

“L’ipotesi di una tassa di soggiorno è inaccettabile”. È questo il lapidario commento di Americo Pilati, presidente regionale Urlat, Unione Regionale Ligure Albergatori e Turismo. “La linea d’impostazione di questa tassa segue il modello di tassazione già applicato a Roma: è un modello inaccettabile e penalizzante per un solo comparto. Crea sperequazioni all’interno delle categorie che di turismo vivono e lavorano. Inoltre basta pensare al fatto che in Italia l’aliquota Iva applicata ai servizi turistici è al 10%, mentre la vicina Francia applica il 5,5%, con lo scopo di incentivare la ripresa economico – turistica del Paese. Un’aliquota Iva così alta (in Spagna e Germania l’aliquota è al 7%; in Francia al 5,5%, appunto) non è già un’importante tassa di soggiorno? In un periodo durante il quale vi è reale necessità di aiuti – conclude Pilati – troviamo invece di fronte interlocutori che al posto di alleggerire le imprese vogliono gravarle di costi sempre maggiori: questo è inconcepibile”