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Sanità, Montaldo: “Non facciamo studi per le classifiche, nel 2011 piano straordinario da 90 mln”

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Regione. “Noi non facciamo gli studi per fare classifiche ma per individuare differenze e criticità e trovare le soluzioni”. L’assessore Claudio Montaldo commentando i rusltati di due studi emersi negli ultimi giorni sulla qualità dei servizi erogati da ospedali e asl e sui costi economici di ciascuna azienda, risponde così al Pdl che oggi aveva chiesto una forte presa di posizione alla Giunta Burlando sulle vicende che attanagliano la sanità ligure e in particolare la Asl3 genovese.

“Con il 2011 dobbiamo andare ad una riduzione del 3% dei costi sanitari a seguito delle tendenze che si stanno verificando a livello nazionale che non vedranno pienamente riconosciuto il peso degli anziani in Liguria, nonostante i nostri sforzi, per salvare il più possibile la qualità dei servizi”. Così Claudio Montaldo a margine, degli incontri che hanno preso il via oggi e si concluderanno domani tra le aziende sanitarie e ospedaliere della Liguria e il consulente, Renato Balma, dell’agenzia nazionale della sanità, incaricato di valutare il sistema sanitario ligure da un punto di vista economico, verificando cioè i costi dell’assistenza territoriale e ospedaliera azienda per azienda, individuando i migliori risultati e le criticità.

“L’obiettivo – ha spiegato Montaldo – è quello di preparare un piano straordinario per il 2011 in vista dell’assegnazione delle risorse del fondo nazionale della sanità, il cui riparto sarà pronto il 9 febbraio, in cui si prevede una diminuzione per la Liguria di circa 90 milioni di euro. Bisogna infatti cercare di difendere il più possibile la ricchezza di un sistema sanitario che dà a tutti le cure di cui hanno bisogno, agendo sull’inappropriatezza”.

A questo proposito Montaldo non ha escluso una riorganizzazione a livello di strutture sanitarie prevedendo in alcuni casi anche un’unificazione: “Per quanto riguarda San Martino – ha detto Montaldo – si verifica una dispersione delle attività chirurgiche, molto accentuata, che non consente di agire sulle fughe, in particolare nell’oncologia. Inoltre cercheremo di lavorare con l’Università affinché partecipi pienamente al disegno di riorganizzazione che potrà prevedere anche una riduzione dei giorni di degenza media in alcune strutture. Lo faremo lavorando sulla continuità assistenziale e sull’assistenza domiciliare posta acuta, liberando così risorse dall’attività ospedaliera ed evitando, soprattutto nei momenti di epidemie influenzali, di avere troppe barelle al pronto soccorso”.

Dall’analisi avviata da Balma un altro tema cruciale è rappresentato dall’efficienza dei piccoli ospedali e cioè dalla ridondanza della rete ospedaliera soprattutto nell’area metropolitana, dai costi della farmaceutica che in alcune aree risultano più alti a livello pro capite e dalla gestione diretta della rete residenziale extraospedaliera che porta ad una spesa eccessiva. L’esame congiunto di tipo economico, attuato da Balma e di tipo clinico assistenziale, messo in atto dall’agenzia regionale sanitaria con il supporto della Scuola superiore di S. Anna di Pisa, consentirà di arrivare ad una valutazione esatta del sistema e ripartire così le risorse provenienti dal fondo sanitario nazionale del 2011.

“Il piano straordinariosarà pronto a febbraio e terrà conto, sia della situazione regionale che di quella delle singole aziende sanitarie, per ognuna delle quali verranno individuate dieci azioni da mettere in atto subito. L’obiettivo – ha concluso Montaldo – è quello di individuare le differenze e provare a pianificare il raggiungimento delle migliori performance con la possibilità di liberare risorse, sgravando il sistema sanitario dal peso di costi eccessivi, destinandole alle aree su cui siamo più carenti. In sostanza è un grande disegno di riequilibrio”.