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S.Stefano d’Aveto, su Facebook l’addio degli amici di Marco Corvisiero foto

Santo Stefano d’Aveto. “Sciavi, e insegnavi… poi all’improvviso una valanga ti ha travolto… un inferno… li la tua vita era appesa un filo.. lottavi tra la vita e la morte sperando k i soccorsi ti trovassero subito.. xo dopo ore e ore ti hanno trovato ed eri già in gravissime condizioni… un tentativo dp l’altro hanno cerkato di tenerti in vita ma tu… nn ce l’hai fatta… Riposa in pace! Ti ricorderemo!”.

E’ una delle tante frasi che riempiono la bacheca di Facebook di Marco Corvisiero, l’escursionista e maestro di sci rimasto sepolto ieri pomeriggio sotto una valanga a prato Cipolla, in Val d’Aveto.

Avrebbe compiuto 30 anni il prossimo novembre, da un anno e mezzo era sposato con Deborah e, da quello che trapela dalle foto caricate sulla sua pagina del più famoso social network, aveva tre passioni: la neve, i viaggi e Asia, detta simpaticamente “Ansia”, una cagnolina bianca e nera compagna di giochi e di “disastri”.

In uno degli ultimi post Marco faceva sapere a tutti che gli impianti e le piste in Val d’Aveto sarebbero stati aperti il 29-30 gennaio. L’amore per la neve non l’aveva fermato nemmeno dopo l’allarme slavine: Marco era partito lo stesso con alcuni amici.

Sono le 13,20 quando una valanga si stacca dal monte Bue e scende in picchiata travolgendo Marco, che sulle prime “le tiene testa”, poi però viene risucchiato e sepolto. Gli amici con lui danno l’allarme, viene allestito un campo base a Prato della Cipolla, nel frattempo i soccorsi iniziano le ricerche. Alle 16 il ritrovamento: sotto due metri e mezzo di neve, Marco è lì, respira a fatica, è ferito alla testa e all’addome.

Viene chiamato l’elisoccorso che però, causa tempo avverso, non riesce a raggiungere il luogo dell’incidente.
Quindi il giovane viene issato sul gatto delle nevi e portato fino a Rocca d’Aveto, dove l’ambulanza lo attendeva per trasportarlo al pronto soccorso di San Martino, a Genova. Ma il cuore di Marco non ce la fa e smette di battere ancor prima di far partire l’ambulanza.

La notizia della tragedia viene data intorno alle 19 e da quel momento la sua bacheca viene presa d’assalto da vecchi amici e conoscenti.

Yuri pubblica una foto e commenta: “se comincio a pensare a tutto quello che abbiamo fatto in 5 anni… forse questa foto riassume tutto. Per chi non era della nostra classe forse sembrerà solo stupida, e forse eravamo davvero solo stupidi) , ma siamo cresciuti tutti insi…eme, anno dopo anno, cazzata dopo cazzata, e lotta dopo lotta. Non voglio ricordarlo se non come una gioia. Quindi questa foto ci sta tutta”.

“Sono senza parole…solo profonda tristezza… perdere così un compagno di giochi…la persona più solare e capace di trasmettere energie positive che abbia mai incontrato… mi mancherai… stizziscitizi!!!”.

Ma è il post di Alberto che riassume bene ciò che Marco deve aver sentito su quelle montagne da lui tanto amate: “Pure io come te amo la montagna ed è per noi qualcosa che ci attrae più di ogni altra cosa al mondo e solo quelli come noi lo possono capire….ci dà tanto ma a volte purtroppo toglie anche..te ne sei andato facendo quello che più amavi…ora riposa in pace.. Ciao MARCO”.