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Rosy Bindi a Genova: “Riformisti e moderati, unica via per liberarsi da Berlusconi” foto

Genova. “Il Pd ha un segretario solo, oggi più che mai”. Così Rosy Bindi, dell’Assemblea del Pd, a Genova per la commemorazione di Guido Rossa. Sull’altro fronte, però, anche. Proprio oggi il Pdl ha rispedito al mittente la proposta di Casini: non ci può essere alcuna alternativa, o Berlusconi o Berlusconi. E Bindi, incalzata dai giornalisti, non si è lasciata sfuggire la tentazione di ironizzare: “Così il Pdl sta giocando con il futuro del Paese. Mi spiace per l’Italia e anche per un pò per Casini, a cui va riconosciuta la capacità tattica di movimento politico inserita in una strategia che non ha mai nascosto, peccato, però ignori questo fatto: deve arrendersi, per mandare a casa Berlusconi, il Terzo Polo non può che dialogare con Pd e riformisti”.

La linea del Pd sembra tracciata, e ribadirlo proprio in Liguria, regione da sempre laboratorio del centro sinistra e dopo la recente visita di Nichi Vendola, forse non è un caso. “In Italia – ha detto la presidente nazionale Pd – serve un accordo tra riformisti progressisti e moderati, l’unica via per liberarci di Berlusconi e del berlusconismo, delle cose gravi e dell’inerzia che ha caratterizzato l’Italia in questi anni”.

“Se il presidente del Consiglio non si decide a liberare il Paese dalla sua imbarazzante e ingombrante presenza, chiederemo le elezioni e di qui a poco trasformeremo l’indignazione che serpeggia nel Paese in un voto a favore per il Pd e per chi intende voltare pagina. Chiediamo che si dimetta, e poi vedremo in Parlamento cosa si potrà fare. Altrimenti siamo pronti alle elezioni. Ma, come ho detto già ieri – ha ribadito Bindi – non gli lasceremo tregua, né nel Paese, raccogliendo 10 milioni di firme, nè in Parlamento e nelle sedi istituzionali”. Veltroni nei giorni scorsi ha invocato l’unità del partito, pena “far la fine del Pdl”. “Mi fa piacere l’abbia detto proprio lui”, ha commentato Rosy Bindi, bersaniana della prima ora e non senza un velato riferimento ai frequenti distinguo veltroniani.

Sulla presa di posizione che la Cei darà in merito alla vicenda Ruby, invece, non si è voluta sbilanciare: “Manca solo un’ora, aspettiamo e vediamo. Comunque da quello che abbiamo già letto in questi giorni, dalle parole del cardinale Bertone e del Santo Padre, mi pare evidente che la Chiesa italiana abbia fatto sentire forte la sua voce”. Genova, nuova dimora di Ruby Rubacuori: “La giornata è troppa seria – ha concluso Rosy Bindi senza rilasciare commenti – c’è la commemorazione di Guido Rossa, la presentazione del libro in Comune sulla spiritualità dell’impegno politica, e poi l’incontro con il Pd. Di Berlusconi, del resto, abbiamo già parlato”.

Tamara Turatti – Alberto Maria Vedova