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Rapallo, giorno della memoria: dopo il caso Arena, lezione-testimonianza con il deportato Salmoni foto

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Rapallo. Dopo la bufera sollevata dal caso Arena, l’assessore comunale immortalato mentre faceva il saluto romano, durante la commemorazione della morte di Mussolini, successivamente allontanato dall’incarico dal sindaco Campodonico, Rapallo volta pagina e festeggia due volte il “giorno della memoria”. Domani, con un’inziativa promossa dalla scuola media ‘Giustiniani’, Gilberto Salmoni, ingegnere genovese e deportato a Buchenwald, ha dato la disponibilità per una lezione-testimonianza.

“Sarà un Giorno della Memoria molto speciale – ha spiegato la direzione della scuola – perché gli studenti avranno l’occasione di incontrare un sopravissuto al campo di concentramento e ascoltare dalla sua voce il racconto di una drammatica esperienza che riguarda insieme la storia individuale e quella dell’umanità”. L’incontro è stato organizzato dalla scuola in collaborazione con l’Aned (Associazione nazionale ex-deportati) di Genova. Per tutta la settimana i ragazzi si sono preparati leggendo testi, guardando film e documentari sull’ Olocausto e discutendo dell’argomento con i loro insegnanti. Nell’ambito del progetto biblioteca, nell’Aula Magna dell’Istituto, sarà allestita una mostra dei lavori che le varie classi hanno realizzato per l’occasione. Verranno inoltre esposti i libri per ragazzi che la Biblioteca scolastica possiede sulla Shoah, a disposizione della libera lettura degli alunni e delle loro famiglie.

“Ascoltare dalla viva voce di un protagonista la testimonianza vissuta dell’orrore della deportazione è una straordinaria occasione per i ragazzi di entrare in contatto con la Storia – ha detto la Preside della scuola media rapallese, Anna Macera – In particolare quest’anno, in cui ricorrono i 150 anni della nostra storia nazionale. Capire fino a quali aberrazioni può condurre l’intolleranza e il disprezzo del diverso in un mondo in cui questi problemi sono più che mai attuali può non soltanto far comprendere meglio il nostro passato, ma contribuire a progettare un futuro migliore”.