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Provincia, dopo dieci anni Aurelia di nuovo all’Anas grazie a voto unanime

Genova. Da domani, 1 febbraio, l’Aurelia torna all’Anas dopo dieci anni esatti. Nel 2001 era stata trasferita alla Provincia, con le altre strade ex statali del territorio, tranne la 45, per effetto del decreto legislativo 112/98 che dava attuazione alle “Bassanini”. Lo stabilisce il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 5 novembre scorso che conclude il complesso iter tecnico-normativo avviato con l’intesa del 10 marzo 2008 tra Governo, Regione, Anas e Province liguri sulla riclassificazione come strada statale dell’Aurelia e oggi la commissione lavori pubblici e viabilità della Provincia di Genova, presieduta da Massimo Ferrante (Pd) e alla presenza dell’assessore Piero Fossati, ha votato quasi all’unanimità (non ha votato Massimo Pernigotti della Lista Biasotti) la presa d’atto del provvedimento, già deliberato dalla Giunta e all’ordine del giorno anche del Consiglio.

Tra Cogoleto e Moneglia sono circa 88,5 i chilometri di strada che ritornano all’Anas (esclusi però i tratti municipalizzati dei Comuni che hanno centri abitati lungo la strada superiori a diecimila abitanti: Genova, Rapallo, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante) e il provvedimento ha effetti anche finanziari: “per il 2011 la Provincia trasferirà all’Anas undici dodicesimi delle somme spese nel 2010 per le manutenzioni ordinarie dell’Aurelia, mentre sono ancora incerte le procedure per gli anni successivi”, ha spiegato l’assessore Fossati, affiancato dal direttore della viabilità Pietro Bellina e dalla dirigente del bilancio Giulia Oliveri. “L’attuale Dpcm, per ridurre le quote della Provincia a favore invece dell’Anas – dice Piero Fossati – fa infatti riferimento a presupposti finanziari ormai superati, ossia i trasferimenti erariali stabiliti per le strade ex statali dal decreto attuativo delle leggi Bassanini, completamente azzerati però l’estate scorsa dalla manovra del Governo. Inoltre per la Provincia di Genova ormai da diversi anni i trasferimenti sono stati trasformati in una compartecipazione all’Irpef, drasticamente ridotta nell’ultimo quinquennio da quasi 16 milioni ai 5,8 del 2011. Se calcolato sulla base, del tutto inattuale, di trasferimenti che da anni non ci sono più, il taglio alle nostre risorse per il passaggio all’Anas dell’Aurelia dal 2012 rischierebbe di essere molto pesante, ben 2,4 milioni di euro in meno all’anno, quasi la metà dell’attuale compartecipazione Irpef, ma ci auguriamo che il decreto del presidente del Consiglio venga modificato o gli sia data una più equa interpretazione”.

In commissione, il presidente Ferrante ha detto che “in questi anni la Provincia ha esplorato ogni direzione e verificato
ogni possibile margine di manovra con tutti i soggetti e le istituzioni interessate su questo trasferimento”. Non sono poi mancate domande e perplessità da parte dei consiglieri: Angelo Spanò (Verdi) ha detto “finché le manutenzioni le faceva la Provincia si vedeva ciò che veniva fatto e come. Con l’Anas ci saranno gli stessi risultati?” Simone Pedroni (Pd) ha chiesto “da domani chi sarà a intervenire con gli spargisale? Ci sono situazioni oggettivamente critiche come quelle del Bracco e se l’Anas non sarà in grado di intervenire busserà alla porta della Provincia o ci sono in qualche modo accordi legati alla riconsegna dell’Aurelia?” Per Massimo Pernigotti (Lista Biasotti) “la Provincia era intervenuta sulla frana alle Grazie in modo egregio. Se qualcosa di simile accadesse domani esistono tipologie di accordi che permetterebbero un affidamento dei lavori dall’Anas alla Provincia?” Mario Maggi (Pdl) ha chiesto “quali manufatti passeranno all’Anas insieme alla strada, perché ce n’è uno davvero fatiscente nella località Scoglio a Lavagna e se sia conclusa la vendita delle case cantoniere, perché per quella di Lavagna mi pare non sia ancora ben definita la situazione.” Per Gian Piero Pastorino (Prc) “la manutenzione della strada doveva restare alla Provincia che ha dato prova di saper svolgere gli interventi necessari subito e meglio. Che fine faranno le nostre mozioni in Consiglio che chiedevano di aprire il passaggio pedonale, per la passeggiata Voltri -Arenzano, su due residui stradali dell’Aurelia, evitando di percorrere a piedi due gallerie?” Giuseppe Rotunno (Pdl) “Nell’operazione la Provincia dovrà restituire una parte di risorse, l’Anas le riceverà, ma i Comuni si ritroveranno a gestire i tratti municipalizzati dell’Aurelia senza ricevere nulla in cambio”. Antonio Vaccarezza (Pdl) dopo aver chiesto “le somme a disposizione della Provincia erano carenti o sufficienti per le manutenzioni dell’Aurelia?” ha aggiunto “in passato l’Aurelia non era trattata dall’Anas in modo diverso dalle altre strade e quindi non ho alcuna preoccupazione per l’attuale trasferimento di competenze.”

Piero Fossati ha risposto, con i tecnici, a numerosi quesiti: rispetto ai residui stradali da pedonalizzare all’altezza delle gallerie del Pizzo e di Vesima “la proprietà è rimasta dell’Anas, che di fronte a sollecitazioni e proposte avanzate in questi anni, anche dal Comune di Arenzano, ha chiesto garanzie economiche molto ingenti per la cessione. Auspichiamo che ritornandole la gestione dell’Aurelia possa agevolare il percorso della passeggiata, evitando anche i rischi dei pedoni nelle due gallerie. Nel passaggio di consegne sottolineeremo gli ordini del giorno del Consiglio Provinciale, sia per il Ponente che per il Levante”.

Per quanto riguarda i tratti municipalizzati della strada “riguardano Comuni che hanno centri abitati” e non popolazione complessiva – superiori a diecimila abitanti, alcuni erano già proprietari in passato e altri lo sono diventati negli anni”. Per quanto riguarda gli interventi invernali sul Bracco “se abbiamo già in corso appalti di servizi credo che l’accordo di trasferimento ne terràconto.” E le vecchie case cantoniere “sono state tutte vendute, per finanziare lavori pubblici, in particolare negli edifici scolastici.”

Con il ritorno dell’Aurelia all’Anas la rete provinciale si riduce di 88,5 kilometri: ora sono 1035, tra provinciali ‘storiche’ ed ex statali trasferite con le leggi Bassanini (la 456 del Turchino, la 35 dei Giovi, la 226 della Valle Scrivia, la 225 della Fontanabuona, la 333 di Uscio, la 227 di Portofino, la 523 di Centocroci, la 586 della Val d’Aveto e la 654 della Val di Nure).