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Provincia, Bagnasco in visita: lavoro e impresa al centro del suo messaggio

Provincia. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha visitato questa mattina la Provincia, ricambiando la visita fatta il 22 dicembre in Arcivescovado dal presidente Alessandro Repetto. Arrivato puntualissimo alle 11 in piazzale Mazzini, l’arcivescovo è stato accolto dal presidente Repetto e dal presidente del Consiglio Alfonso Gioia nella sala del Consiglio, dove avevano preso posto assessori, consiglieri e dipendenti dell’ente.

Nel suo saluto di benvenuto, Repetto ha sottolineato l’impegno della Provincia in particolare a favore della famiglia, dello sviluppo del territorio, con l’impegno a “togliere gli orpelli” burocratici che frenano l’insediamento di nuove imprese, e del lavoro, con i corsi di formazione, che fanno fronte con successo (75% di collocati) alla situazione di disoccupazione in cui si trova un numero crescente di persone: sono 50.000 quelle assistite dai Centri per l’impiego della Provincia.

Al termine del suo saluto, il presidente ha consegnato al cardinal Bagnasco un contributo economico, che l’arcivescovo ha accettato ringraziando e dichiarando che sarà utilizzato per le numerose attività sociali della Diocesi. Piena sintonia con le parole di Repetto in quelle di Bagnasco, che ricordando il rapporto “unico in Italia” fra il territorio e il suo arcivescovo, che permette a questi di avere la “temperatura della società”, anche attraverso le 278 parrocchie diocesane che “esprimono la vicinanza del
Signore a ogni uomo”, ha segnalato di aver colto la preoccupazione delle famiglie per i temi del lavoro, della casa e della difficoltà per
i giovani a formarsi una famiglia, oltre che per il declino della città e della regione nel panorama economico nazionale.

A questo proposito, Bagnasco ha esortato la Provincia e il suo presidente, “per il bene comune”, a percorrere alcune vie: favorire l’apertura del territorio verso l’esterno; promuovere la maturazione di una mentalità virtuosa e innovativa che rafforzi la vocazione culturale del territorio; continuare a presidiare con forza la formazione professionale; propiziare l’affermazione di un modello di “burocrazia leggera” che aiuti in tutti i modi le imprese nascenti.