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Pendolari liguri, Zarino: “Tagli in vista; prime segnalazioni sul levante e sul ponente”

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Liguria. Dal 1° febbraio partono gli aumenti (+ 15% gli abbonamenti, +25% i biglietti singoli) e i tagli ai treni regionali. “Si disse che non sarebbero stati effettuati in fascia pendolare. E invece, stando alle prime segnalazioni, anche questa fascia sarebbe interessata”. Sonia Zarino, portavoce dei pendolari ligure esprime la grande preoccupazione di questa categoria.

“In merito al treno 2044 La Spezia – Genova, ad esempio, C.G., una pendolare che abita a Framura e lavora a Camogli, utilizza questo treno, che attualmente parte alle 6.03 da La Spezia, ma che dal 1° febbraio partirà da Sestri Levante. Insieme a lei salgono a Framura anche altre persone: tra esse una docente universitaria di Genova, una studentessa del liceo Marconi, e altri – spiega Zarino – Con comprensibile angoscia si chiedono come fare per poter continuare a utilizzare il treno per i loro spostamenti senza dover sconvolgere le loro vite”.

“Se davvero l’orario verrà cambiato nel modo da noi descritto, è chiaro che si pone il problema di come garantire una alternativa valida per salvaguardare il diritto alla mobilità di queste persone – continua – così come tutte quelle che, da La Spezia a Riva Trigoso, si vedono togliere un collegamento in un orario così importante per i pendolari”. Sonia Zarino, segnala una situazione similare, forse ancora più grave, nel ponente ligure.
Il coordinamento dei pendolari fa notare poi che la soppressione di un treno ha effetti negativi anche sugli altri treni della stessa tratta, nella misura in cui un viaggiatore perso su una determinata tratta ferroviaria, in seguito ad un mancato collegamento (per esempio quello del mattino), implica anche un mancato guadagno sul collegamento in senso opposto, a detrimento della redditività di quest’ultimo.

“Chiediamo pertanto alla Regione di mantenere tutti quei collegamenti che vengono utilizzati da pendolari, quantomeno nei giorni dal lunedì al venerdì, di cui la coppia di treni – conclude Zarino – Se anche questa misura non fosse sufficiente per raggiungere una situazione di equilibrio con i finanziamenti disponibili, si chiede che i tagli riguardino il solo mese di agosto, durante il quale l’attività economica è notevolmente ridotta, numerosi pendolari sono in ferie e, per quelli che rimangono, può risultare più semplice chiedere adeguamenti dell’orario lavorativo. Il primo febbraio è ormai alle porte, temiamo che dopo le segnalazioni si moltiplicheranno e forse, allora, ci si renderà conto tardivamente delle conseguenze che i tagli avranno sulla mobilità regionale”.