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Imprenditoria a Genova, aumentano le imprese “straniere” diminuiscono quelle “italiane”

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In Italia il numero di imprenditori stranieri è cresciuto dall’inizio della crisi (dal biennio, cioè, che va dal III trimestre 2008 al III trimestre 2010) del 9,2%, in controtendenza rispetto a quanto avviene per l’imprenditoria italiana, dove si assiste ad una contrazione del -1,2%. Questi alcuni dei risultati ottenuti da uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato le dinamiche e la struttura dell’imprenditoria etnica in Italia facendo riferimento agli ultimi dati disponibili di Infocamere.

Prato, Pavia e Rieti sono le province che nel confronto tra trimestri hanno fatto segnare le crescite più evidenti in quanto a numero di imprenditori stranieri (rispettivamente +17,7%, +17,7% e +16,2%), mentre l’unica area in Italia ad aver mostrato tassi di variazione negativi è Nuoro (-2,3%). Prato e Trieste sono le province che mostrano la più alta densità straniera nel mondo dell’imprenditoria, con incidenze sul totale degli imprenditori, rispettivamente, del 15,3% e del 10,9%.

Genova si conferma con un dato di crescita superiore alla media nazionale, 11.4%, a fronte però di un altro dato superiore, quello dedicato alle chiusure di attività gestite da italiani: – 1.5%.

Se si guarda all’ultimo quadriennio il dato di crescita delle imprese straniere a Genova sfiora il 26% mentre quelle italiane hanno registrato una flessione del 2.8%.

L’imprenditoria etnica risulta essere maggiormente dedita alle attività commerciali e all’edilizia (con incidenze pari al 29,5% e al 22,2%), segue la manifattura (10,1%) e la ristorazione (8,6%). A livello territoriale sembrano esserci delle maggiori specializzazioni in alcuni settori piuttosto che in altri: nelle aree del Nord e in alcune del Centro, ad esempio, il primo settore in termini di numerosità imprenditoriale straniera è quello delle costruzioni, mentre nelle aree del Mezzogiorno prevale nettamente il settore commerciale.

Per quanto riguarda il genere degli imprenditori, di quattro stranieri che operano in Italia, uno è donna: le attività maggiormente gestite e condotte dalle donne sono la ristorazione (con quasi la metà delle imprese straniere che parlano rosa), mentre nel commercio e nella manifattura esse rappresentano, rispettivamente, il 27,1% e il 29,5%.