Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Hockey indoor, serie B: Cus Genova alle finali nazionali dopo 22 anni

Più informazioni su

Genova. Franco Ferrero non è uomo da mostrare i propri sentimenti. Ma chi lo conosce da tanto tempo sa leggere tra le righe di quello che dice, e di quello che non dice. Mentre dà il “cinque” ai suoi ragazzi, a quelli che potrebbero essere i suoi nipotini (età media: anni 19) si legge nei suoi occhi tutto quello che ha dentro. La gioia per un traguardo che al Cus Genova mancava da 22 anni.

Ma andiamo con ordine. Il girone A era stato diviso in due sottogironi: quello piemontese e quello ligure. Poche sorprese nel girone piemontese: Rassemblement e Novara hanno prevalso su un Cernusco poco motivato dall’indoor e su un Valchisone alle prime armi. Molte sorprese nel girone ligure: la dominatrice dell’anno scorso (Superba) è arrivata penultima e tutte si sono dovute inchinare allo strapotere del Cus Genova, la cui cura “ringiovanente” messa in atto da Ferrero (fuori gli ultimi over 26 rimasti, Barrera e Gatto, ceduti al Genova 1980; dentro tutti gli under 18) ha dato risultati mozzafiato. Di sicuro non se li aspettava Ferrero che a inizio campionato non faceva mistero di puntare tutto sull’under 21, ed era logico che fosse così.

Nel primo match degli spareggi di area il Cus Genova affronta il Novara. Ferrero schiera quello che è il sestetto base: Enrico Zero in porta, suo fratello Luca e Filippo Durante in difesa, Tollini (capitano per l’assenza di Gavazzo e Ardini) centrale, Ferrari e Davide Casalino in attacco. In panchina Toscano, Galvagno, Serafini, Alessio Casalino, Danese e Ghersi. In tribuna lo sfortunato Zerbino, il più piccolo del gruppo (classe 1994), fermato da una fastidiosa pubalgia.

Il Novara non appare un avversario irresistibile ma ci vogliono parecchi minuti prima che i cussini prendano in mano le redini del gioco. L’emozione nei primi minuti, infatti, è più determinata dall’importanza della posta in palio che da ciò che accade in campo. Dopo uno sterile predominio iniziale dei biancorossi, che frutta tre corner corti non concretizzati (bravissimo il portiere novarese Padovani nelle uscite), a passare in vantaggio è, a sorpresa, il Novara, sul primo corto ottenuto. Siamo al 12° minuto e l’episodio non scompone Tollini e soci, che continuano a comandare il gioco e a creare occasioni. Al 15° Zanetta si procura un cartellino giallo per non aver rispettato la distanza dei tre metri, ma anche in superiorità numerica gli universitari non riescono a sbloccarsi. Sono invece i piemontesi a sfiorare il raddoppio, al 17°, colpendo il palo sul secondo corto a loro concesso. Nonostante tutto, c’è la sensazione che con poco sforzo la situazione possa essere raddrizzata e infatti è nel finale del tempo che i cussini passano, prima con Tollini su variante di corto (18°) e poi al 20° con Serafini, in scivolata.

Nella ripresa pochi pericoli, e dopo il tris di Alessio Casalino, bravo a sfruttare nel migliore dei modi un errore difensivo piemontese, non succede più niente. Finisce 3 – 1, risultato non dei più rotondi, ma mai realmente in discussione.

Dopo che il Rassemblement aveva battuto il Liguria, e il pareggio tra Liguria e Novara, Cus – Rassemblement aveva già il valore di una finale. Chi avrebbe vinto, si sarebbe qualificato matematicamente per le finali nazionali; un eventuale pareggio, avrebbe rimandato tutto alla differenza reti, con Cus e Rassemblement “costretti” a fare più goal possibile a, rispettivamente, Liguria e Novara. Non ce n’è stato bisogno, perché Zero e compagni hanno vinto, meritatamente, contro la squadra più ostica di questi spareggi.

Si inizia con l’ormai “consueto” sorteggio per le maglie: entrambe le squadre vorrebbero giocare in rosso, ma non è possibile. Chissà perché da qualche tempo i ragazzi di Ferrero si sono messi in testa che il bianco “porti male”. Noi, ricordiamo splendide vittorie con la maglia bianca, e pesanti sconfitte con quella rossa. Come nella prima gara poi vittoriosa, il passare in svantaggio (3° minuto di gioco, Ribetto su corto) si rivela un buon segno. Nel dubbio, ci pensa Durante su corto (4°) ad aprire i cinque minuti magici del Cus che stendono il Rassemblement. Giocate veloci, pressing, corsa, passaggi di prima: il Cus dà il meglio di sè. I torinesi sono alle corde e arrivano in rapida, magnifica successione l’eurogoal di Ferrari in spitz (7°) e la splendida doppietta di un Davide Casalino in grande spolvero (8° e 9° minuto).

A metà primo tempo, a conclusione dei cinque minuti magici del Cus, Levizzari dalla panchina del Rass chiama un time-out per riordinare le idee a sé e alla squadra. Ecco così che il Rassemblement, stordito ma non al tappeto, prova a risalire la china e lo fa su rigore (Ribetto, 20°) e poi ancora su corto due volte (capitan Fossat, all’8° e al 10° del secondo tempo). A metà ripresa siamo 4 – 4: è tutto da rifare. E ora il vento in poppa ce l’hanno i piemontesi, che hanno appena rimontato. E’ provvidenziale per i genovesi ciò che accade al 13°. La gara si decide lì, perché Bouteraa fa un fallo da dietro su Tollini, procurandosi così un cartellino giallo per sé e un corner corto a sfavore per la sua squadra. La variante Tollini non sbaglia ed è 5 – 4 Cus. Mancano cinque minuti e il Cus ci crede, il Rassemblement si butta nervosamente in avanti, si procura tre corner corti ma non li concretizza, Levizzari chiama un time-out quando mancano meno di due minuti (non si può e non viene concesso), con l’episodio perde secondi preziosi, e alla sirena la gioia è grandissima: il Cus Genova è in finale, dopo 22 anni.

A finali acquisite, un calo di tensione era prevedibile e il Cus Genova non brilla contro il Liguria. Il team genovese passa in svantaggio, al 3° minuto per un corto di Ghidella. Tre volte di seguito si passa in svantaggio, tre volte di seguito che si vince? Forse le partite di hockey sono un tantino più complicate, probabilmente quando si affronta la capolista si ha una motivazione in più, e di sicuro quando si gioca con dentro la gioia di aver già vinto, si è meno motivati. Infatti la reazione dei cussini non c’è proprio e arriva invece il raddoppio del sempre bravissimo Di Vita (4°). Ci pensa il solito Davide Casalino a riportare i suoi in carreggiata (8°) e Ghersi un minuto dopo avrebbe anche completato l’opera con un “corto che non ti aspetti”, davvero bello e potente, ma secondo Laureana non regolare. Il tiro, a suo dire, sarebbe stato scoccato da fuori area. Sul taccuino c’è da annotare la splendida cavalleria di un gesto, il “cinque” che i due miglior in campo, Di Vita e Toscano, si cambiano al termine di un doppio tiro (del primo) e di una doppia, strepitosa parata (del secondo). Al 17° c’è un’altra occasione per pareggiare i conti, ma Tollini la sciupa: il suo rigore finisce fuori di poco. Così, al 20°, arriva invece il tris del Liguria con Di Vita.

La ripresa inizia con il Liguria avanti per 3 – 1 e qualche cambio ordinato da Ferrero per far giocare di più i meno coinvolti nelle prime due partite. Dopo il quarto gol savonese (Sonego, 2° minuto), dalla tribuna ci si accorge di un certo nervosismo tra il tavolo della giuria e la panchina cussina. A qualcuno è venuto il dubbio che perdendo si vada a vedere la differenza reti invece degli scontri diretti (come è in realtà). In questa bislacca ipotesi, il Cus non sarebbe più matematicamente alle finali, anzi perdendo 1 – 4 sarebbe incredibilmente fuori: occorrerebbe almeno pareggiare. Non sta né in cielo né in terra, ma come tutte le leggende metropolitane il falso mito si diffonde di voce in voce. Mentre il dirigente Zero consulta febbrilmente il regolamento, a cui peraltro mancava una pagina, e Ferrero si preparava a rimettere dentro i migliori alla ricerca della rimonta, tocca ad uno spettatore dalla tribuna rimettere le cose a posto: “Articolo 12!”, si sente gridare. E Articolo 12 fu.

Rassicurati Ferrero, Zero, Bonanno e cussini tutti, lo spettatore torna al suo posto, e si torna a giocare. E a subire, perché Di Vita al 15° fa il quinto goal per il Liguria. Il passivo comincia ad essere pesante, e negli ultimi minuti il Cus cerca almeno di ridimensionare la sconfitta. E’ leggermente impreciso Durante, quando al 16° colpisce lo spigolo alto della traversa, su corto. Ha mira migliore Serafini, che al 20° si inventa un goal a palombella. Finisce 2 – 5. Presentarsi alle finali a punteggio pieno, come hanno fatto le altre tre finaliste, sarebbe stato un migliore biglietto da visita per il Cus Genova, ma è un problema di poco conto che passa in secondo piano.

I risultati:
Cus Genova – HC Novara 3 – 1
HC Liguria – Rassemblement Piemonteis 2 – 4
HC Novara – HC Liguria 4 – 4
Cus Genova – Rassemblement Piemonteis 5 – 4
HC Novara – Rassemblement Piemonteis 4 – 7
Cus Genova – HC Liguria 2 – 5

La classifica finale:
1° Cus Genova 6
2° Rassemblement Piemonteis 6
3° HC Liguria 4
4° HC Novara 1