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Genova, volontariato: maggiori richieste nel sociosanitario, cresce impegno di giovani e pensionati

Genova. Nel 2011, anno che promuove la cittadinanza attiva nel sistema europeo, la galassia del volontariato ligure è animata da un fermento di associazioni operanti sul territorio in vari ambiti. “Centinaia di organizzazioni sono iscritte al registro regionale – spiega Matteo Lupi, coordinatore regionale dei quattro centri servizi provinciali al volontariato – altre non sono iscritte ma vengono sostenute dai 4 centri attraverso la formazione, le consulenze e il sostegno diretto ai progetti sociali”.

Per entrare nel merito dei numeri: sono più di 2mila le associazioni sparse sul territorio ligure, di cui più di mille nel genovese. Nonostante l’ambito maggiore di intervento sia quello delll’assistenza sociosanitaria, le organizzazioni di volontariato si occupano anche di ambiente, handicap, anziani, o settore minorile.

“Operiamo a 360 gradi a sostegno di tutto il volontariato. Ci stiamo rivolgendo con interventi mirati al settore sociosanitario, dove si riscontrano le maggiori criticità e necessità per sostenere il più possibile le fragilità riscontrate e combattere il grande disagio. Nonostante il periodo difficile, abbiamo fiducia e convinzione che con un lavoro di rete tra pubblico e privato potremmo far crescere questa regione e la sua comunità. Ogni anno – conclude Lupi – i quattro centri servizi al volontariato, nonostante l’attuale crisi economica, investono più di 3 milioni e mezzo di euro al sostegno per la qualificazione del volontariato, a cui si aggiungono i bilanci delle singole associazioni che, grazie al 5 per mille e alla progettazione con gli enti pubblici, riescono a produrre non solo valore economico, ma anche sociale”.

Il quadro descritto dal Celivo, il centro servizi al volontariato della provincia genovese, conferma le tendenze attuali: “Quasi il 60% delle associazioni di volontariato sono a Genova, la parte più grande è rappresentata dal settore socio assistenziale, cioè servizi alla persona e sociosanitari, ma il volontariato – sottoline Luca Cosso, vicepresidente Celivo Genova – opera in tutti gli spazi e gli ambiti della società”. Un’unica nota negativa: la tendenza sempre più presente alla frammentazione. “Anzichè rafforzarsi, tendono a crearsi nuove piccole organizzazioni che a volte nascono anche per esigenze locali. Lo sforzo futuro, comune a tutti, dovrà puntare a superare questa nota negativa, operando su una maggiore integrazione e rete, facendo sinergia, in modo da disperdere il meno possibile e invece ottimizzare al meglio le risorse, con una conseguente valorizzazione dell’impegno quotidiano dei volontari”.

A proposito di volontari, non è possibile tracciare un identikit preciso: “Intanto, non è vero che i giovani non sono impegnati in questo settore, lo sono ma con tempi diversi, e poi riscontriamo un coinvolgimento di tutte le fasce età. Interessante, invece, la tendenza degli ultimi anni: un numero sempre maggiore di persone escono dal mondo del lavoro ma si sentono ancora attive, dimostrando un crescente desiderio di impegnarsi nella società, attraverso le organizzazioni volontariato”