Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, un presidio per la Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne

Più informazioni su

Genova. Via XX Settembre, all’angolo con via Vernazza, sarà la sede, domani, del presidio per la Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne. A Genova, dalle 14,30 alle 19, si ritroveranno gli attivisti con l’intento di far conoscere alla gente le tante motivazioni a favore dell’alimentazione vegan.

La Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne, al suo terzo anno, vuole promuovere presso il grande pubblico la rivendicazione politica di abolizione dell’assassinio di animali a scopo alimentare. Sei milioni di esseri senzienti sono uccisi nel mondo ogni ora per essere trasformati in carne; senza neanche contare il massacro dei pesci e la sofferenza di vacche e galline ovaiole, recluse, sfruttate ed infine ammazzate in giovanissima età.

Il consumo di carne e derivati animali causa più sofferenza e morte di ogni altra attività umana, pur non essendo affatto necessario.

In questa settimana numerosi collettivi si sono mobilitati per promuovere la prospettiva dell’abolizione della carne. Non si tratta semplicemente di incoraggiare i singoli individui a diventare vegetariani e vegani, ma di affermare, di fronte alla società, che la pratica di assassinare animali per mangiarli deve essere abolita.

“Nutriamo la speranza che questa iniziativa rafforzerà il movimento per gli animali nel corso degli anni – spiegano i promotori dell’iniziativa -. È importante rivolgersi ai consumatori chiedendo loro di non comprare prodotti animali, ma dobbiamo cominciare a rivolgerci anche ai cittadini, come fecero i militanti per l’abolizione della schiavitù: essi, pur essendo in netta minoranza, non solo chiedevano alla popolazione di boicottare lo zucchero prodotto dagli schiavi, ma esprimevano anche in modo esplicito l’idea che la schiavitù doveva essere abolita. È importante oggi interpellare chiaramente la società intera sull’argomento della carne, affinché essa non possa più evitare le conseguenze di un dibattito pubblico sulla legittimità di questa pratica”.