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Cronaca

Genova, processo Preziosi: chiesta nuova condanna per il presidente del Genoa

Enrico Preziosi

Genova. “Ci si deve basare solo sulle fonti di prova diverse dalle intercettazioni. I fatti storici sono pacifici e il fatto di pagare per evitare che altri paghino non lo si può considerare penalmente irrilevante”.

Così ha affermato ieri il sostituto procuratore Luigi Cavadini Lenuzza durante il secondo processo d’appello al presidente del Genoa Enrico Preziosi e ad altre 5 persone.

Tutte sono accusate di frode sportiva per il presunto accordo sull’esito della partita Genoa-Venezia nel campionato di serie B 2004/2005. Preziosi, suo figlio Matteo, l’allora direttore generale del Genoa Stefano Capozzucca, e l’ex presidente del Venezia Francesco Dal Cin erano stati condannati in primo e secondo grado a quattro mesi ciascuno beneficiando dell’indulto.

La corte di Cassazione il 25 febbraio 2010 aveva annullato la condanna di appello sostenendo l’inutilizzazione delle intercettazioni fatte dal gip di Genova nel periodo maggio/giugno 2005 in relazione alla partita.

Il PG Lenuzza ha richiesto una nuova condanna per il presidente rossoblù, mentre il suo avvocato Maurizio Mascia ha presentato una memoria per ribadire l’inutilizzabilità delle intercettazioni e per sostenere che si estende anche agli altri atti processuali, chiedendo che Preziosi venga assolto. Il processo riprenderà il 15 febbraio per la sentenza.