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Genova, il pm rifiuta l’interrogatorio di Onofrio Garcea

Genova. La richiesta di interrogatorio presentata da Onofrio Garcea, 60 anni, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all’usura e coinvolto nella maxi inchiesta che il 13 luglio scorso ha portato in carcere 300 presunti affiliati alla ‘ndrangheta nel Nord Italia, è stata respinta dal pm Alberto Lari.

Garcea era stato arrestato il 21 dicembre, dopo una latitanza durata cinque mesi. Il presunto boss, che durante l’interrogatorio di convalida si era avvalso della facoltà di non rispondere, aveva chiesto al pm di essere sentito a gennaio. “Parlerò solo dopo avere saputo nel dettaglio quanto mi viene contestato”, aveva dichiarato durante l’udienza.

Il magistrato, però, ha respinto la richiesta avanzata dal legale di Garcea, l’avvocato Paolo Bonanni. Per il pm, infatti, i termini per essere sentito sarebbero scaduti mentre il presunto boss era latitante. A luglio, era finito in manette Giuseppe Abbisso, siciliano di 50 anni, accusato di essere il braccio destro di Garcea. Ai due erano stati contestati in particolare cinque episodi di usura nei confronti di alcuni commercianti. Garcea era stato arrestato a dicembre mentre faceva alcuni acquisti in una macelleria di Pegli. Per non farsi riconoscere si era fatto sciogliere i polpastrelli delle dita con l’acido e aveva cambiato il colore e il taglio dei capelli. A riconoscerlo era stato un carabiniere di quartiere fuori servizio.