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Genova, Flash Mob contro Berlusconi: “Non vogliamo una mignottocrazia” foto

Genova. Un Flash Mob anomalo: non un ballo di gruppo e poi lo stop, ma qualcosa di simile all’anarchia, forse a simboleggiare il caos che la vicenda Ruby e i presunti festini di Arcore hanno segnato nelle ultime settimane nel Paese. Le centocinquanta persone che oggi si sono date appuntamento alle 18.30 davanti alla stazione Brignole, nel cuore di Genova, erano in prevalenza donne e anche piuttosto agguerrite.

Occhiali scuri e rossetto rosso di ordinanza, tolto rigorosamente con le mani al segnale convenuto, hanno alzato cartelloni, cartelli o semplici fogli con la scritta: “Cavaliere, l’Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione ma sul lavoro” al grido di “Vergogna, dimissioni” e “No alla mignottocrazia”. Ma anche “Indignate, indignate, indignate” con implicito riferimento al triplice resistere di Saverio Borrelli. Di tutte le età, giovani, mature, madri con bambini, e studentesse, hanno organizzato il Flash Mob per chiedere le dimissioni del premier: “Perchè non se ne può più, basta sono 15 anni che si parla di quest’uomo”. E perchè poi, ci tengono a sottolineare: “Le donne siamo noi non quelle, quelle sono mignotte”. Ma il bersaglio è anche l’altra metà del cielo: “Non si può sottostare a uomini di questo tipo, fanno paura e sono perversi”.

Uno in particolare: “Non ci va bene la condotta scandalosa del Premier che oggettivizza le donne di tutte le età”. A fine musica, dopo 15 minuti, il gruppo si è disperso.