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Genova, al via stamattina il “click day”: circa 1500 posti in provincia di Genova

Genova. Al via questa mattina il ‘click day’, la procedura telematica che prevede l’ingresso in Italia di 98.080, secondo quanto definito dall’ultimo decreto flussi. E’ importante la velocità da parte dei datori di lavoro, perché saranno accolte le domande che arriveranno prima al ‘cervellone’ del ministero dell’Interno.

I ‘click day’ sono in realtà tre. Quello di oggi è dedicato a 52.080 lavoratori di nazionalità ‘privilegiate’, cioè di quei paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria con l’Italia. Il secondo appuntamento è per mercoledì 2 febbraio, sempre alle 8, quando sarà possibile inviare le domande relative solo a colf e badanti di altri paesi (30mila posti).

Infine, l’ultima scadenza è per giovedì 3 febbraio, destinata alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale di 11mila permessi per studio, tirocinio, lavoro stagionale ed altre tipologie, nonché all’ammissione di 4mila extracomunitari che abbiano completato programmi di formazione nel Paese di origine.

Dalla metà di gennaio le sedi della Cgil di via S. G. d’Acri a Cornigliano, corso Sardegna a Brignole e corso Garibaldi a Chiavari, stanno assistendo i datori di lavoro domestici (colf e badanti) nella compilazione della modulistica del Decreto flussi emanato dal Governo. In provincia di Genova si stimano circa 20 mila irregolari interessati al provvedimento (di cui circa la metà lavoratori domestici), a fronte di una disponibilità individuata dal Decreto di circa 1500 posti.

La Cgil ha espresso forti perplessità di carattere sia etico che procedurale sul Decreto. “Il provvedimento otterrà il solo scopo di regolarizzare una minima parte di lavoratori che in realtà già vivono e lavorano sul territorio italiano, incurante tra l’altro dell’esplicita volontà all’assunzione manifestata dal datore di lavoro e lasciando in clandestinità migliaia di persone che a causa del tetto massimo fissato dal Governo non saranno regolarizzate – spiega Cgil – Il Decreto risulta inefficace anche dal punto di vista procedurale in quanto affida la precedenza nella valutazione della domanda a chi riesce per primo ad inviare per via telematica, attraverso il sito del Ministero, la propria domanda, affidando alla casualità il buon esito dell’inoltro”.

“Infine, la norma costringerà i ‘fortunati’ datori di lavoro e lavoratori che, si ricorda, per la maggior parte dei casi sono già in Italia, a dover affrontare le incognite di un rientro irregolare nel proprio paese di origine per poi rientrare nuovamente nel nostro Paese. A fronte di quanto sopra, la Cgil ribadisce il proprio impegno al fianco dei lavoratori stranieri, auspicando che presto nel nostro paese vi sia un cambio di rotta rispetto alla loro accoglienza”.