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G8, Traverso (Silp): “La truppa ‘abbandonata’ dall’Amministrazione ringrazia con ‘amarezza’”

Genova. Il fondo speciale, a carico del Ministero dell’Interno, per i risarcimenti civili previsto dal decreto legge 187 del 12 novembre 2011, è uno strumento che sarà a disposizione anche di quei poliziotti che sono stati condannati per i processi avviati dopo il G8 del 2001.

“L’introduzione di questa sorta di clausola di garanzia mette in risalto (ancora una volta) l’incertezza e la confusione che pesa da sempre sul comparto sicurezza, a causa della cronica mancanza di meccanismi regolamentari certi e rinnovati, in grado di mettere nelle stesse condizioni, di fronte alla Magistratura, i dipendenti processati per reati attinenti l’attività lavorativa ed alimenta facili ed inevitabili strumentalizzazioni – spiega Roberto Traverso, segretario provinciale Silp Cgil – I processi del G8 del 2001 hanno prodotto due differenti tipi di condanne: quelle attribuite a responsabilità soggettive; colpiti in questo caso, in particolare, ma non solo, funzionari e dirigenti e le condanne attribuite alla responsabilità oggettiva di coloro che nella fattispecie ricoprivano ruoli funzionali intermedi (in particolare sottufficiali capisquadra)”.

“Occorre ricordare che in questo secondo caso molti dei condannati, in quei giorni del luglio 2001 si sentirono mandati allo sbaraglio ad effettuare servizi senza chiare consegne operative, come per esempio le traduzioni dei fermati a Bolzaneto e senza che nessuno si fosse mai preoccupato di coordinare le forze di polizia presenti sul posto”. Prosegue Traverso.

“Queste condanne pesano ancora di più dentro a coloro che in questi anni hanno visto numerosi funzionari e dirigenti condannati, ‘aiutati’ dalla loro stessa Amministrazione ad aumentare cospicuamente i loro stipendi per pagarsi gli avvocati, grazie ad incarichi all’estero oppure grazie ad assegnazioni ad incarichi coperti da indennità accessorie – continua – Una Amministrazione che tra l’altro non si è ancora preoccupata di fare chiarezza per evitare legittime critiche pubbliche, quando emergono notizie sconcertanti come quelle inerenti a funzionari condannati in appello (ed in attesa del giudizio della Cassazione) avviati comunque ai super corsi per la qualifica di Questore della Repubblica Italiana”.

“Il decreto 187 ha già inevitabilmente alimentato ulteriori critiche e metterà ancora una volta a nudo i limiti di una Amministrazione che evidentemente non era abituata ad essere giudicata sino in fondo – conclude il segretario provinciale – La mancanza di una doverosa differenziazione su chi potrà accedere al fondo, agevolerà tutti indistintamente, anche coloro che, se non altro per una sana moralità, non dovrebbero averne diritto. Inaspettatamente però gli appartenenti alla ‘truppa’ (quella che nel 2001 fu abbandonata senza tutele e garanzie a se stessa), vivranno la sensazione di non sentirsi soli dopo anni trascorsi nell’angoscia di dover rinunciare alla propria liquidazione di fine lavoro o di ipotecare il proprio appartamento o quello dei genitori per far fronte alle spese processuali ed ai risarcimenti civili alle persone lese. Questo, purtroppo è l’unico elemento positivo di una vicenda che ha colpito duramente la nostra categoria e che ancora non vede la parola fine”.