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Cogoleto, ex Stoppani senza risorse: a rischio 22 lavoratori e la bonifica

Cogoleto. “Esigiamo un confronto immediato con il presidente della Regione Claudio Burlando, altrimenti non ci muoviamo da qui”. I 22 lavoratori della ex Stoppani di Cogoleto preoccupati per il loro futuro non vogliono più aspettare: dalle 8 di questa mattina si sono barricati dentro lo stabilimento chiedendo risposte chiare sulla loro condizione precaria e un incontro con il presidente della Regione Claudio Burlando.

La situazione però non è affatto semplice. Il sito della Stoppani, dopo il fallimento per insolvenza della Società Immobiliare Val Lerone S.p.A, decretato dal Tribunale nel 2007, successivamente è stato dato in gestione commissariale come stabilito dal Ministero dell’Ambiente. Il commissario, nominato con decreto dal Presidente del Consiglio, ha disposto che i 22 lavoratori fossero assunti con contratto determinato con durata annuale. “Così è successo fino al 2010. Ma per il rinnovo del 2011 è arrivata la spiacevole novità – spiega Antonio Perziano, segretario organizzativo Camera del Lavoro di Genova – la gestione commissariale per la messa in sicurezza del sito è stata sì prorogata dal Governo, ma senza erogazione di finanziamenti. Con i soldi attualmente a disposizione, a detta del commissario e della Regione con cui abbiamo avuto un incontro prima di Natale, si può garantire una proroga per altri sei mesi, ma poi basta”.

I lavoratori, così come detto in sede di protesta, hanno il futuro garantito solo fino a giugno, poi non c’è più copertura di risorse. “Abbiamo chiesto un incontro urgente con la dottoressa Cancellieri, la Regione, la Provincia e i comuni di Cogoleto e Arenzano, per ricercare soluzioni e garantire l’occupazione, anche con eventuali ricollocazioni dei lavoratori in altre aziende”. Le incognite sono due: il problema occupazionale e il futuro stesso di un sito inquinato di interesse nazionale. In questi tre anni si è proceduto con le operazioni di messa in sicurezza dello stabilimento, attraverso la demolizione e lo smaltimento di amianto e di altro materiale tossico, ma i lavori di bonifica sono previsti solo in una fase successiva. “Se non arrivano altri soldi – sottolinea Perziano – rischiamo di avere un buco nero. La situazione è davvero critica e purtroppo la speranza di ricevere risorse è ridotta al minimo, visti gli ingenti tagli del Governo in materia”.

Cogoleto rischia di non vedere bonificato il sito, mentre 22 lavoratori non hanno certezze sulla loro situazione. Dieci di loro, inoltre, dovrebbero obbligatoriamente lavorare alla messa in sicurezza, dal momento che l’ emungimento delle acque, la pulizia della falda acquifera, non può essere fermata, pena una condanna in sede penale. “Fin dalla chiusura della Stoppani, nel 2003, abbiamo sempre operato per la salvaguardia dell’occupazione e continueremo a farlo – aggiunge Perziano – Qualcuno in passato ha promesso ai lavoratori posti pubblici, ma, invece, le scorciatoie in questa vicenda non ci sono. Da una parte servono risorse per facilitare la ricollocazione degli operai presso altri soggetti interessati, dall’altra si può agire sui lavori di pulizia delle falde acquifere. Dal momento che il commissario sembra intenzionato ad affidarli in concessione a un privato, deve essere chiaro che tutti i lavoratori dovranno essere assunti. Nessuno però – conclude Perziano – dovrà rimanere a piedi”.