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Caso Ruby, i legali di Berlusconi: “La ragazza dichiarò di essere 24enne ed egiziana”

Quando ho conosciuto Berlusconi ”gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (e non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana e nipote del presidente Mubarak, che pure non avrebbe avuto buoni rapporti con mia madre”. Lo assicura Karima el Marough, alias Ruby, interrogata dai legali del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini, a quanto si legge nel verbale delle indagini difensive presentate alla Giunta per le autorizzazioni della Camera.

Ruby racconta di aver anche detto al presidente del Consiglio di trovarsi in difficoltà ”per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo”. In particolare, la ragazza assicura che ”nessuno, né Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato o anche solo suggerito la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti sessuali con Berlusconi”. Da lui, aggiunge, ”ho ricevuto come forma d’aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, alcune somme di denaro (nonché qualche regalo)”. Nel dettaglio, si legge sempre nel verbale delle indagini difensive, Ruby ha ricevuto da Giuseppe Spinelli, contabile del premier, varie somme di denaro per un ammontare di almeno 8mila 500 euro.

A rivelarlo è lo stesso commercialista agli avvocati del Cavaliere. Nel verbale, Spinelli non indica mai gli immobili di Segrate come sede della segreteria politica di Berlusconi, ma parla espressamente di ”mio ufficio” e definisce Ruby una ragazza alta di più di 20 anni. Ascoltato dai difensori del premier anche il musicista napoletano Mariano Apicella. “Io suonavo per cene normalissime con famigliari, imprenditori e politici, e a volte anche amici”, assicura Apicella, ascoltato da Ghedini e Longo in un colloquio avuto il 21 ottobre 2010 a palazzo Grazioli, a quanto si legge nel verbale delle indagini difensive.

Il cantautore partenopeo dice di essere stato a villa San Martino, ad Arcore, “non sempre, alcune volte”, durante pranzi e cene organizzati dal Cavaliere nel periodo 2009-2010: “Credo di esserci stato 5 o 6 volte”. Quando gli chiedono se c’erano figure femminili che a suo parere all’evidenza potessero essere di età inferiore ai 18 anni, Apicella replica: “No, a parte nelle colazioni e le cene di famiglia dove c’erano i nipoti”.

Apicella dice di ricordare solo “vagamente” il nome ma non il viso di una donna di nome Ruby. Il musicista esclude che durante questi incontri ci fossero implicazioni di natura sessuale. ‘Qual era l’atteggiamento di Berlusconi nei confronti delle ospiti donne, soprattutto nel dopo cena?’, chiedono Longo e Ghedini. “Normale, socievole, di dialogo”, assicura Apicella. E’ lungo l’elenco dei potenziali testimoni, sono ventinove, nella vicenda Ruby ascoltati dai legali del premier. Tra gli altri anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché, Carlo Rossella (che ha escluso sesso, spogliarelli o la presenza di ragazze minorenni nelle feste ad Arcore), la deputata del Pdl Maria Rosaria Rossi, l’europarlamentare Licia Ronzulli. Ci sono Lele Mora, Barbara Faggioli e Aida Yespica, ma non Emilio Fede.

Il sottosegretario all’Attuazione del programma di governo assicura di non sapere chi fosse Ruby: ”Non la conosco”. In particolare, il sottosegretario dice di non aver ”mai assolutamente” partecipato a riunioni conviviali con la presenza di persone di sesso femminile. La deputata del Pdl Maria Rosaria Rossi, nella sua testimonianza, assicura che l’atteggiamento del premier nei confronti delle sue ospiti femminili nei dopocena ad Arcore era ”rispettoso, gentile”. E dice di non ricordare Ruby: ”Il nome non mi dice assolutamente nulla!”. ‘Niente spogliarelli?’, chiedono Ghedini e Longo. ”No mai!!”, replica. ‘Attività sessuali?’. ”No”, taglia corto la Rossi.

La soubrette Aida Yespica dice di aver partecipato ad alcuni dopocena nella ”sala discoteca” di Arcore, ma assicura di non aver mai visto sesso, droga o minorenni. La soubrette racconta ai legali del premier di essere stata una volta ad Arcore con altre 10-15 persone, tra cui Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora e altre ragazze di cui non conosce il nome e il cognome. Del Cavaliere dice: ”Per me è una figura paterna. Con me era molto gentile, premuroso”. Resta vaga su Ruby: ”Potrebbe essere una ragazza di circa 25 anni che mi ha chiesto il permesso di farmi una foto con il suo telefonino”. La ricorda bene, invece, Lele Mora. ”Sì la ricordo bene Ruby: l’ho conosciuta la prima volta proprio ad Arcore nell’occasione di una cena dal presidente Berlusconi a Villa San Martino. Credo che ciò sia accaduto nel 2009, non sono in grado di ricordare il mese”, racconta ai legali del premier ricostruendo i dettagli di quell’incontro.

”Ruby mi ha raccontato di essere stata sentita moltissime volte, credo più di venti – rivela Mora – da un magistrato della Procura di Milano che a suo dire le continuava a fare domande personali e intime. Escludo categoricamente una attività di prostituzione posta in essere da lei”. Tra i testimoni anche Nicole Minetti che assicura: ”Con me Berlusconi era affettuoso e corretto”. E nessuno spogliarello, nessun atteggiamento dei partecipanti che potesse avere implicazioni di natura sessuale, né figure femminili che potessero ”all’evidenza” avere meno di 18 anni nelle serate ad Arcore.