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Spostamento Evangelico, Cgil: “Serve soluzione diversa dalla cessione”

Genova. Dopo più di due mesi di attesa oggi si è tenuto l’incontro fra i sindacati e l’assessore alla Salute della Regione Caludio Montaldo sul progetto di spostamento dell’Ospedale Evangelico a Voltri e il conseguente passaggio di tutte le attività dalla ASL 3, a questo ente.

“Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare- scrive in una nota la segreteria Cgil – dopo le forti critiche che in maniera unitaria erano state espresse nella precedente riunione, ci si è sentiti ripetere sostanzialmente le stesse cose, con l’unica novità che oggi sono state consegnate ai presenti una serie di tabelle con indicate le strutture e i contingenti di personale coinvolti. Nessuna novità quindi sulle compatibilità economiche ne tantomeno sulla pregiudiziale che come organizzazioni sindacali si era posto contro la possibilità che il passaggio delle attività dalla Asl 3 all’Evangelico avvenissero con la procedura della cessione di ramo d’azienda.

Naturalmente il coro di no anche in questa occasione è stato unanime – si legge nella nota – e l’Assessore si è limitato a dire che ne avrebbe preso atto a che avrebbe informato la Giunta, rimettendo quindi ogni decisione ad un successivo incontro che è stato fissato per il giorno 20 dicembre. La Cgil è disponibile a portare avanti, nonostante le contrarietà e le perplessità già manifestate nei propri documenti sull’intera vicenda, un confronto che tenga conto delle osservazioni e delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali confederali e di categoria.

Per domani pomeriggio è stata programmata una assemblea dei lavoratori di Voltri per decidere le iniziative da mettere in campo, spiega il sindacato “affinché si possa continuare seriamente la discussione tra le parti e che tale discussione possa portare ad un percorso condiviso relativamente ai processi di mobilità e di riorganizzazione delle attività che si renderanno necessari per l’ospedale di Voltri e dell’Evangelico. La Cgil ribadisce pertanto la necessità di una soluzione diversa da quella della cessione di ramo d’azienda: per le attività assistenziali le norme esistono basta applicarle, senza contare che tale fatto potrebbe rappresentare un precedente pericoloso per la sanità pubblica in Liguria”.