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Santa Margherita, l’appello a Galan: “Deroga immediata per la pesca del rossetto”

Santa Margherita. Un appello al ministro delle politiche agricole Gian Carlo Galan affinché firmi una deroga immediata per la pesca del rossetto che consenta così agli operatori del Tigullio di riprendere al più presto la propria attività. E’ quanto chiede l’amministrazione comunale di Santa Margherita Ligure con una lettera che sarà sottoposta all’attenzione del sindaco di Camogli e del commissario di Portofino.

“La pesca, a Santa Margherita e in Liguria, è un’attività di straordinaria importanza non solo per i posti di lavoro che garantisce, ma anche per i risvolti che ha nel settore ristorativo e turistico – ha dichiarato il sindaco di Santa Margherita Ligure, Roberto De Marchi – I cittadini si attendono dall’Europa migliorie alla propria vita. Invece, dal suo avvento, l’ UE ha creato una nuova burocrazia che sta facendo dilagare in lungo e in largo un forte sentimento di resistenza verso il processo unitario. La Liguria, in quanto Regione che basa la sua economia su piccole produzioni, attività tradizionali e consuetudini locali, è tra le aree maggiormente colpite da direttive che privilegiano economie centralizzate e di scala. Lo Stato italiano capisca che deve arrestare questa deriva, che nel rapporto tra Bruxelles, Roma e i territori come il nostro serve maggiore flessibilità, maggiore margine interpretativo affinché i principi comuni siano declinati nel rispetto di libertà concrete e operanti, che siano quelle di pescare o di possedere una concessione demaniale”.

“E’ ormai noto – si legge in uno dei punti della lettera, alla cui stesura ha collaborato il direttore dell’Area Marina Protetta, Giorgio Fanciulli – che il rossetto rappresenti, da tempo immemorabile, un’importante risorsa invernale per la piccola pesca costiera locale e, nel comprensorio attorno al Promontorio di Portofino in particolare, è uno dei prodotti ittici più pregiati e ricercati. Anche per questo, all’interno del Regolamento di esecuzione e organizzazione dell’Area Marina Protetta di Portofino, entrato in vigore il 4 agosto 2008, tale attività di pesca è già propriamente regolamentata (consentita con modi e tempi definiti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) e riservata ai locali pescatori professionisti in possesso di specifica licenza.

Il numero delle licenze è limitato a poche unità ma, per i nostri pescatori, questa pesca tradizionale ed artigianale costituisce il principale sostentamento nei mesi invernali. Il prodotto catturato, conosciutissimo e rinomato, ha dato vita, negli anni, ad un indotto rilevante. Per questo motivo il danno economico, verificatosi a seguito dell’impossibilità di pescare in questi primi due mesi invernali, si è riversato non solo sui pescatori ma anche sui ristoratori che, ormai da anni, basano i propri menu stagionali su questa specie, arricchendo il territorio e rendendolo ancora più appetibile al turista”.