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Sabato 1 gennaio 2011: sacchetti di plastica, addio! foto

Sacchetti di plastica, addio. Per legge dal 1° gennaio 2011 sarà vietato commercializzare i sacchetti di plastica usa e getta. Anche l’Italia si affiancherà così ad altre nazioni del mondo, abolendo questo tipo di sacchetti come richiesto anche dal direttore del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) nell’anno dedicato alla biodiversità. ‘Una vera rivoluzione nel modo di fare la spesa a poco più di cento anni dall’invenzione della plastica che nasceva nel 1907 per opera del chimico belga Leo Baekeland che inventò la bakelite, la prima plastica completamente sintetica prodotta su scala industriale”. Così Coldiretti saluta l’ultimo giorno di vita delle buste di plastica.

Numerose sono le iniziative per sostituire, come è già avvenuto in altri Paesi, le vecchie buste di plastica. Si va, rileva Coldiretti, ”dal ritorno alle tradizionali sporte in fibre naturali del passato alla sostituzione della plastica con materiali innovativi biodegradabili come i nuovi ecoshopper realizzati in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali. Con mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole è possibile produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante (bio shopper)”. Nel frattempo quasi tutte le catene della grande distribuzione, compresi gli hard discount, hanno anticipato la legge e ben 150 comuni hanno già vietato i vecchi sacchetti o hanno attivato iniziative di disincentivo al sacchetto di plastica a perdere. Per capire se un sacchetto è veramente “amico dell’ambiente”, l’Uni -Ente Nazionale Italiano di Unificazione – ricorda che possiamo affidarci alla norma europea “Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione – Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi” pubblicata in Italia come norma Uni En 13432.

I sacchetti prodotti secondo la norma Uni En 12432 si decompongono in biossido di carbonio, biomassa e acqua e rispondono pertanto ai requisiti richiesti a livello europeo. Questa norma, il cui numero si può trovare stampato sul sacchetto stesso, è stata riconosciuta dalla Commissione europea come strumento per garantire la conformità ai requisiti stabiliti dalla direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. La Uni En 13432 considera in particolare quattro caratteristiche: la biodegradabilità; la disintegrazione durante il trattamento biologico; l’effetto sul processo di trattamento biologico; l’effetto sulla qualità del composto risultante.