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Regione, Chiesa (Gruppo misto) sulla riscossione del canone Rai

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Regione. “Scongiurare l’introduzione delle modalità di riscossione del canone Rai, proposto dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, che prevedono l’ incasso nei confronti di tutti i titolari del contratto di fornitura di elettricità”.

Il Consigliere regionale Ezio Chiesa (Gruppo Misto) ha depositato l’ordine del giorno che sarà discusso dal Consiglio regionale affinché, da parte della Regione Liguria, siano assunte presso il Governo tutte le iniziative necessarie al fine di evitare l’applicazione della norma ritenuta particolarmente iniqua e ingiusta.

Lo scorso 25 novembre il ministro Paolo Romani ha annunciato la riforma nelle modalità di riscossione del canone RAI: “A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà”.

“La riforma, come ha spiegato il Ministro – continua Chiesa – sarà presentata o col decreto mille proroghe o comunque entro l’anno e servirà ad azzerare l’evasione pari a circa il 30% di chi dovrebbe pagare il canone. Così l’onere della prova diventerebbe a carico degli utenti, presumendo automaticamente il possesso della tivù in presenza di un contratto per la fornitura dell’energia elettrica. A meno che l’intestatario non dichiari di non esserne in possesso”.

La proposta di Romani ha già suscitato forti critiche, prime tra tutte quelle delle associazioni dei consumatori secondo cui legando il canone alla bolletta elettrica il metodo Rai di esazione sarebbe identico all’attuale, solo che i presunti evasori da scoprire sarebbero di più: questo perché i contratti della luce sono notoriamente molto più numerosi delle residenze (doppia casa, figli che, nel proprio nucleo famigliare anagrafico, studiano fuori-sede e hanno una casa in affitto, etc).

“Come se non bastasse – conclude Chiesa – in molte zone della Liguria il segnale Rai non si riceve o si prende disturbato a causa dell’orografia del territorio, senza che la Rai abbia programmato installazioni di nuovi ripetitori demandando tutto alla buona volontà delle amministrazioni locali, che spesso senza nessun aiuto e con enorme fatica si accollano i costi di installazione e di manutenzione dei ripetitori. Bisogna pertanto attivarsi nei confronti del ministero dell’Economia, detentore delle quote azionarie di maggioranza della Rai, e dei vertici aziendali della televisione pubblica, affinché siano assunte tutte le iniziative idonee per far potenziare il segnale Rai”.