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Processo Delfino: l’alcol probabilmente rallentò le reazioni della Biggi

Genova. Sfilata di testimoni per il processo Delfino: sono stati chiamati a deporre l’ispettore capo della scientifica Domenico Bongiorno e Maurizio Lembo e successivamente Francesco De Stefano, uno dei consulenti medicolegali che esaminarono il cadavere di Luciana Biggi. Stamani le testimonianze hanno puntato sui particolari emersi dall’analisi dei fotogrammi delle riprese delle telecamere: Bongiorno ha riferito sull’analisi dei fotogrammi delle riprese delle telecamere dove, in particolare, si vedono prima la Biggi con altre persone in piazza delle Erbe e poi Delfino che, verso le 2,54, si dirige verso piazza San Giorgio. Lembo ha parlato degli indumenti indossati da Delfino e ha affermato che quelli che si vedono addosso all’imputato nei filmati (maglia e pantaloni della tuta) sono compatibili con quelli sequestrati in casa. Il medico legale invece ha confermato quanto detto in precedenza.

“Questo tipo di segni – ha detto riferendosi alle ecchimosi sul corpo della donna- si riscontrano frequentemente nei tentativi di violenza carnale violenta. Le lesioni sulle mani fanno pensare che ci sia stata una reazione difensiva” e ha aggiunto che sarebbero state provocate qualche minuto prima dell’omicidio. Quanto al numero di aggressori, uno oppure più persone, De Stefano ha risposto: “Non ci sono elementi che rendano incompatibili entrambe le ipotesi”.
Luciana Biggi probabilmente prima della morte aveva bevuto perchè le analisi hanno riscontrato un tasso alcolico nel sangue 240 mg per decilitro. Probabilmente questo le ha causato un rallentamento delle reazioni e della comprensione di quanto stava accadendo.

Prossima udienza lunedì 13 dicembre quando verranno ascoltati Gennaro Alfano, teste richiesto dal pm Enrico Zucca, e forse anche Alessandra Bucci, capo della sezione omicidi della Squadra Mobile di Genova.