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Nervi, omicidio farmacista, il compagno: “Paola ha cercato di suicidarsi”

Genova. “Io ho cercato di aiutarla, di salvarla”. Germano Graziadei, oggi pomeriggio davanti al Pm, Francesco Cardona Albini, ha dato una nuova versione su quanto avvenuto la notte in cui Paola Carosio, la farmacista di 44 anni, è stata trovata morta nel bagno del suo appartamento di via Burano, dove i due convivevano saltuariamente, nel quartiere di Nervi.

“Paola ha cercato di suicidarsi e io appena me ne sono accorto ho cercato di salvarla. L’ho soccorsa, non l’ho uccisa. Lei aveva dei problemi, soffriva di depressione. Non era la prima volta che ci provava. Io ho cercato di aiutarla. Appena l’ho vista a terra ho chiamato subito il 118 e poi sono andato a prenderli per strada, perché la casa non è facilmente visibile – ha detto l’ingegnere accusato di omicidio, per cui mercoledì potrebbe tenersi la convalida dell’arresto e l’interrogatorio dinnanzi al gip – Sono uscito di casa per agevolare l’arrivo della barella, per non far perdere tempo ai soccorritori. Non l’ho uccisa io, ma è stata lei a cercare di togliersi la vita, io la volevo salvare”. Intanto oggi l’autopsia ha confermato il quadro: anossia da strangolamento la causa della morte della farmacista la cui agonia sarebbe durata per circa un quarto d’ora.