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Nervi, donna strangolata nel bagno: sopralluogo della difesa nella casa

Nervi. Continuano le indagini sul tragico caso della farmacista strangolata nella sua abitazione di via Bruno, a Nervi. Ieri è avvenuto un nuovo sopralluogo nella casa, dove dieci giorni fa è stata trovata morta Paola Carosio, uccisa, secondo l’accusa, dal suo compagno Germano Graziadei, ingegnere di 43 anni.

Il sopralluogo è stato chiesto e ottenuto dai legali di Graziadei, gli avvocati Andrea Vernazza e Massimo Auditore. Insieme ai carabinieri, i legali hanno controllato le stanze della casa alla ricerca di eventuali tracce di sangue della donna, oltre a quelle già riscontrate quando la vittima è stata soccorsa dai sanitari del 118. Secondo la difesa, la mancanza di altre tracce ematiche smonterebbe la tesi secondo cui la donna sarebbe prima stata colpita alla testa e poi strangolata con la fascia da bagno. Inoltre, sempre secondo gli avvocati, il bagno sarebbe perfettamente in ordine.

Se la donna fosse stata aggredita in quella stanza, molto piccola, ci sarebbe stato molto disordine, sarebbero caduti gli oggetti dagli scaffali. Durante il sopralluogo, sono state prese le misure dei vari ambienti e scattate delle foto, che confluiranno nel fascicolo della difesa. Graziadei, che durante il primo interrogatorio ha dichiarato di non avere ucciso la sua compagna ma che sarebbe stata lei a tentare il suicidio, potrebbe essere sentito dagli investigatori ancora dopo le vacanze di Natale.