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Natale 2010: le famiglie (e i consumi) tra prudenza e speranza

Regione. Sarà il Natale della prudenza. Le famiglie italiane, secondo il sondaggio Confesercenti-SWG, risentono delle incertezze economiche, non si fidano molto del futuro, temono per il lavoro anche se la maggioranza si aggrappa alla speranza di tempi migliori. Regali sì ma guidati dalla concretezza ed indirizzati soprattutto a coniugi e figli, 6 doni in media, uno in meno del 2009. Cibo, vini, capi di abbigliamento e libri sono ancora i regali più gettonati. Si risparmia invece sui viaggi – vacanze molto “italiane” – che sono i più penalizzati con un secco –8%. Saranno quasi 11 milioni gli italiani vacanzieri e di questi 630 mila partiranno in cerca di “nuovi amori”.

Tredicesime: in arrivo oltre 40 miliardi di euro (lavoro dipendente e pensionati). Ma nelle case di 2,4 milioni di famiglie italiane non entrerà neppure una tredicesima. Sono tempi difficili ma nel clima natalizio gli italiani non dimenticano chi versa in condizioni di forte disagio: un intervistato su tre dedicherà tempo ad iniziative di solidarietà, uno su due farà donazioni ad organizzazioni benefiche. La crisi si fa sentire ma la maggioranza degli intervistati, come nel 2009, dimostra comunque di non volersi arrendere alle difficoltà economiche: il 64% continua a puntare su: speranza (52%), svolta (4%) rilancio (8%).

Uno scenario sostanzialmente uguale a quello tratteggiato nel 2009 (63%), prospettando così un “Natale fotocopia”.
Con realismo molti italiani pensano allora che questo Natale sia uguale a quello passato (52% contro il 53% del 2009), anche se l’incertezza del momento si fa sentire visto che aumenta la percentuale dei pessimisti (“sarà peggiore”) dal 22% al 25% e si riduce di 2 punti quella degli ottimisti (“sarà migliore”). Pesano molto nelle considerazioni degli italiani le preoccupazioni economiche ed il problema dell’occupazione: mentre dal 2007 al 2010 il condizionamento dei prezzi sulle spese natalizie cala vistosamente (dal 41% al 33% di quest’anno), come pure quello di tariffe e tasse (dal 19 al 13%) è invece in netto aumento il timore per la condizione economica della famiglia (dal 16% al 30%) e per il lavoro (dall’8% al 14%).

Insomma quasi la metà degli italiani sente ancora sulle sue spalle il peso della crisi. In tal senso ci si prepara a gestire con molta prudenza i bilanci familiari: il 50% spenderà meno in acquisti (con un calo del 2% rispetto al 2009), il 45% (-4%) si comporterà come lo scorso anno, mentre sale leggermente dal 3 al 5% quella ridotta minoranza che si sente pronta a fare uno sforzo economico maggiore.

Intanto stanno per riversarsi nelle tasche di lavoratori e pensionati oltre 40 miliardi di euro di tredicesime, 21 dei quali destinati agli acquisti. In regali ne andranno quasi 6, mentre le spese correnti per casa e famiglia “prosciugheranno” poco più di 15 miliardi, quasi 8 serviranno a saldare i conti in sospeso ed altri 8,6 prenderanno la via del risparmio. Con qualche distinzione nella distribuzione percentuale delle risorse che arrivano dalle 13me: regali in lieve aumento (un punto in più sul 2009), come le spese per casa e la famiglia che salgono di 2 punti.Calano invece gli accantonamenti per il risparmio (-2%), e quelli per far fronte ai “sospesi”, tasse in testa (-3%).

Sul fronte dei regali cresce la percentuale di chi intende spendere di più passando dal 12% al 19% degli intervistati. Ma la maggioranza relativa, il 45% (era il 46% l’anno scorso) ha deciso di risparmiare. Tutto questo si traduce per il quinto anno consecutivo in un segno negativo sia pure attenuato rispetto al passato: quest’anno siamo ad un –6% ma l’anno scorso eravamo ad un – 8% e nel 2008 al – 9%.Tutto può succedere a Natale, ma non che si lascino i bambini senza giocattoli: un italiano su tre li donerà anche quest’anno a figli e nipoti. Ed ancora: i giovani fra i 25 ed i 34 anni mostrano di non disdegnare nei loro acquisti abbigliamento e prodotti alimentari, mentre laureati, liberi professionisti ed impiegati si orientano su libri, prodotti tecnologici ed elettrodomestici. Una sottolineatura importante arriva dal fatto che il 61% degli intervistati dichiara che spenderà senza indebitarsi o intaccare i risparmi: evidenziando comportamenti molto attenti nel gestire i bilanci familiari.